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Phil Manzanera
6 p.m.
2004
Hannibal Records
di Giancarlo De Chirico
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Un album straordinario che vede la partecipazione di tutti i grandi nomi del rock progressivo inglese dei primi anni settanta. C’è la chitarra di David Gilmour, come sempre puntuale ed impeccabile, c’é l’apporto del genio creativo di Brian Eno, già con Phil Manzanera, come tastierista, nella prima edizione dei Roxy Music, così come Andy Mackay, che offre meravigliosi contrappunti al sax tenore. C’è il contributo straordinario di Robert Wyatt, ex Soft Machine, ora “vocalist” raffinato ed inimitabile e c’è una sontuosa Chrissie Hynde al controcanto su diverse canzoni. Si comincia con le atmosfere piacevolmente rarefatte e sospese di “ Broken Dreams”, una ballata elettrica che ti prende immediatamente e imprigiona dentro dolcissimi ricordi. “Green Spikey Cactus” invece mescola rock sperimentale, elettronica e “divertissement”, un po’ come facevano proprio i Roxy Music nei primi anni settanta. “Love Devotion” è una ballata acustica di pregevole fattura, così delicata e gradevole, una vera perla che splende di luce propria e che insieme a “ Wish You Well”, malinconica e triste quanto si vuole, ma bellissima, troverebbe di certo spazio su un ipotetico disco che i Pink Floyd non registreranno mai. “ 6 p.m.”, la “title track” e “ Manzra” sono due composizioni strumentali di ampio respiro, due brani elettrici di grande levatura, con la chitarra di Manzanera in primo piano, rapida, evocativa ed eclettica come soltanto lui la sa trattare. “Waiting For The Sun To Shine” è una ballata sostenuta dal suono delle tastiere e piacevolmente andante che sembra composta su misura per le scorribande del sax tenore di Andy Mackay e per le argute sovrapposizioni della chitarra elettrica di Manzanera. La lunga “suite” di chiusura intitolata “The Cissbury Ring” è forse la parte più sperimentale dell’album e si dipana lungo diversi episodi quali “Porlock”, “Shoreline”, “Always You” e “Sacred Days” che alternano squisitezze tecniche a raffinate soluzioni melodiche. Un disco che risulta imperdibile per tutti quelli che hanno vissuto la stagione fertile di band come Roxy Music, Pink Floyd, King Crimson e Matching Mole, la cui vena creativa Phil Manzanera rivisita con intelligenza ed amore.
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09/08/2005 -
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