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Kaada
Thank You For Giving Me Your Valuable Time
2003
Ipecac
di Luca D’Ambrosio
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Immaginate di sorseggiare un gradevolissimo long drink, distesi su una sdraio sistemata lungo i bordi di una piscina. Supponete poi che la vostra donna, con atteggiamenti da showgirl d'altri tempi, si dimeni divertita davanti ai vostri occhi di maschio impaziente e senza scrupoli, liberando inevitabilmente le vostre fantasie più recondite. Fatto? Bene: sono queste le immagini che saltano fuori dopo aver ascoltato "Thank You For Giving Me Your Valuable Time" del norvegese John Erik Kaada (visioni effimere e prive di profondità che, indubbiamente, poco si addicono alla cultura di un perdente, ma necessarie per chi vuole ricomporre cuore e cervello). Un album che fonde atmosfere jazz, soul e rythm'n' blues attraverso elettroniche vintage e tecniche copia e incolla (alla Solex per intenderci). Una sorta di celebrazione (o rivisitazione?) di un periodo che è stato, capace di unire - in soli 43 minuti - gli anni '40, '50 e anche '60. Personaggio eccentrico e fuori dagli schemi, Kaada (classe 1975) è un valido compositore di musiche per film ("Hold My Heart" - Tyven Tyven - del 2002 di Trygve Allister Diesen) , passione ravvisabile in brani come "Mainframe" e "Wolkswagen" che, oltremodo, sembrano nutrirsi di sonorità refrigeranti alla Moby e alla Beck. Un disco che si lascia ascoltare molto volentieri, soprattutto se: 1) state stramazzando per il caldo afoso; 2) siete stanchi del rock flemmatico e introspettivo; 3) sentite il bisogno di farvi sollazzare da qualcosa che non sia il solito pop o la solita dance.
(per gentile concessione della newsletter ML: www.musicletter.it)
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14/07/2005 -
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