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Con i suoi 52 brani tratti da singoli registrati a partire dal 1995, “If You Don’t Already Have A Look” è una raccolta strepitosa che ben rappresenta l’ampiezza di vedute musicali di Mick Collins e della sua band. I Dirtbombs, che durante gli anni hanno avuto diverse incarnazioni, mescolano canzoni trascinanti, suoni sgraziati e melodie contagiose, senza disdegnare di tanto in tanto pezzi più sperimentali, caotici e meno convincenti. “If You Don’t Already Have A Look” dimostra che sarebbe riduttivo classificare i Dirtbombs come un gruppo garage, date le influenze che lo animano e le sonorità che esso produce, anche se la ruvidezza rimane un marchio di fabbrica inconfondibile della band, sia nell’interpretazione di pezzi originali sia nella rivisitazione di brani altrui. E che repertorio: il secondo cd ci delizia con cover di Cheater Slicks, Stevie Wonder (la deragliante “Maybe Your Baby”; ma “Living For The City” sull’album del 2001 “Ultraglide In Black” era un’altra cosa), Elliott Smith (“Brand New Baby”, bellissima), Smokey Robinson, Gun Club, Yoko Ono, Soft Cell, Romantics, Flipper, Bee Gees. In ogni caso, l’impressione – avuta già dopo l’ascolto del precedente “Dangerous Magical Noise” (2003) – è che al buon Mick i pezzi che riescono meglio siano quelli meno rumorosi e più orecchiabili. Non necessariamente meno irruenti, ma quelli in cui Collins rivela il suo talento di artigiano di pop songs, sebbene nascoste da una coltre di distorsioni, bassi pulsanti e batterie (talvolta due) martellanti. In questo senso brillano brani come “The Sharpest Claws”, con falsetto di Collins, “Here Comes That Sound Again”, perfetto col suo giro di basso, charleston rovente e doppia voce; “Never Licking You Again”, che sembra provenire da “Nuggets” con le sue chitarre sferraglianti, “Encrypted” (come dicono le note del libretto, “The sound of Britpop, 1995”… più o meno), “All My Friends Must Be Punished”, con chitarre meno ronzanti del solito, e “They Hate Us In Scandinavia”, con melodia accattivante ed improperi in italiano in sottofondo nella parte finale. Una volta finito di ascoltare il cd sarà difficile resistere alla tentazione di mettersi in casa i dischi precedenti dei Dirtbombs. Meglio così...
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