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Anni fa John Doe era punto di riferimento e capo carismatico della scena punk di Los Angeles con i suoi X. Quel tempo é passato, adesso come solista evita di proposito ogni ricordo di quei giorni e ritorna ad un “blues” essenziale ed acustico, ma che racconta ugualmente delle storie di speranza e di illusione, di sesso e di droga, di abbandono e morte. Questo "Forever Hasn’t Happened Yet” cerca disperatamente una strada, una soluzione che é musicale ed esistenziale insieme e - nel farlo - John Doe rispolvera il meglio della tradizione musicale americana, “blues” acustico e un “country folk” evocativo e melodico. Accanto a sè John Doe ha voluto come ospiti nomi del calibro di Dave Alvin, Kristin Hersh, Grant-Lee Phillips e Neko Case per sfornare un album di canzoni, semplice ed intenso, tutto da ascoltare. E’ il disco della maturità, della riflessione sulle tante sconfitte e sulla certezza che le promesse d’amore non reggono, quasi mai. Si comincia con “The Losing Kind”, un “folk-blues” basico, un brano acustico che vede l’apporto prezioso di Dave Alvin alla chitarra. Subito dopo “Heartless”, una “rock ballad” ispirata, un brano che guarda lontano, fin dentro il cuore degli uomini, e che si avvale del contributo vocale di Grant-Lee Phillips, con ancora Dave Alvin, alla chitarra. "Mama Don’t" è un “blues-rock” che vede Veronica Jane ai cori e il solito geniale Dave Alvin alla chitarra. Su “Twin Brother”, un brano dall’atmosfera rarefatta e sospesa, abbiamo di nuovo Grant-Lee Phillips alla chitarra e voce, con un accompagnamento acustico ridotto all’osso, che meglio fa emergere la scarna bellezza del brano. "Hwy 5” é un pezzo assolutamente atipico, un piano “boogie” e una chitarra bluesata con John Doe che duetta con una fantastica Neko Case alla voce, mentre “Worried Brow” è una ballata acustica sofferta, con venature di blues sparse qua e là, un pezzo davvero bello. “Your Parade” e “Repeat Performance” sono altre due piccole perle acustiche, con Cindy Lee Barryhill alla voce. Viene da chiedersi, quanti sanno scrivere canzoni cosi? "There’s A Black Horse” é un altro “blues” acustico incredibilmente bello, un brano che menziona al suo interno quel “Forever Hasn’t Happened Yet” che dà il titolo all’album e che racchiude in sé tutta la disillusione che trasuda dal disco. Su “Ready” l’approccio è più aggressivo, il brano è ricco di ritmo, e John duetta amabilmente con Kristin Hersh alla voce. Infine “She’s Not” è una ballata acustica carica di attese deluse, un pezzo di ambientazione “folk”, una canzone semplice e preziosa, che lascia il segno, come tutte le altre.
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