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Sono poco di più e nient’altro che una “pop band” australiana che si è riformata dopo ben dodici anni di silenzio assoluto, ma hanno pubblicato un album che ci riassicura sul futuro della musica e che li ripagherà del generale scetticismo con cui i loro dischi venivano accolti. Ma andiamo per ordine: dopo sei album pubblicati negli anni ottanta, ma passati inosservati in Europa, il gruppo si era sciolto. Tornati insieme in occasione della pubblicazione di “The Friends Of Rachel Worth” nel 2000, i Go-Betweens hanno affinato ancora di più il loro talento e non hanno fatto altro che assestare colpi riusciti. L’anima della band è costituita dalla vena compositiva di Robert Forster, chitarrista geniale ed inquieto, e di Grant McLennan, altro chitarrista, romantico e più solare. Accanto ai due che si alternano anche nel ruolo di “vocalist”, ci sono Adele Pickvance, basso, tastiere e cori, e Glenn Thompson, batteria. La loro musica non conosce l’incedere delle mode, è semplice ed efficace, si muove lungo sentieri conosciuti, ma con un senso della melodia e con un gusto che sono fuori dell’ordinario. Questo “Oceans Apart” è un lavoro senza tempo, che poteva andare bene venti anni fa, come adesso, è un disco fatto di emozioni vere, che resta nel cuore di chi lo saprà ascoltare. Apre l’album “ Here Comes A City”, una “pop song” raffinata scritta da Forster che racconta di un viaggio verso un territorio sconosciuto, un brano che suona davvero bene grazie ad una struttura armonica interna quanto mai valida. A pensarci bene sembra un pezzo acustico dei Talking Heads di David Byrne! Ma il vero piccolo capolavoro si chiama “Finding You”, una ballata acustica assolutamente sontuosa, questa volta scritta da McLennan, un brano delicato e sognante dove una vecchia storia d’amore rivive all’improvviso attraverso un incontro casuale dai finestrini dell’auto, una canzone con liriche tali da far commuovere le pietre più dure, che si avvale di cori decisamente irresistibili, e con una chiave ritmica molto indovinata. “Born To A Family” è invece una “power ballad” melodica, piacevolmente andante, ma molto “working class” nei contenuti.“ No Reason To Cry” e “Lavender” sono altre due “pop songs” di spessore, molto ben arrangiate e gradevoli. .“Boundary Rider” e “The Statue”, entrambe composte da McLennan, si caratterizzano per un “refrain” intrigante, sapientemente melodico che denota una eleganza di stile che va ben oltre gli “standard” di tante osannate “pop band” britanniche oggi in circolazione. “Darlinghurst Nights”, opera di Forster, è un brano acustico di una semplicità disarmante, pieno zeppo di nostalgia e di bei ricordi, una canzone che si lascia ascoltare senza pestare i piedi per destare attenzione, che ti entra subito dentro con quelle citazioni di “cappuccino” e “spaghetti” e rock and roll. “This Night Is For You” è un altro piccolo gioiello, un incanto che mette insieme alla perfezione armonie melodiche, parole d’amore non banali e una spruzzata di rock and roll che conferisce al tutto una maggiore energia. Sul finire “The Mountains Near Dellray”, scritta ancora da Forster, una ballata acustica languida ed evocativa che richiama le magiche atmosfere di un disco che - nel suo insieme - ci è piaciuto oltre ogni aspettativa e che possiamo tranquillamente definire incredibile. Questa edizione speciale, a tiratura limitata, comprende anche un secondo cd con soli cinque brani, canzoni come “He Lives My Life” e “People Say” ripescate dal loro recente passato e registrate dal vivo nel 2004 alla Barbican Concert Hall di Londra.
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