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Francesco C
Ulteriormente
2005
Mescal
di Hamilton Santià
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Quattro anni dopo l’esordio “Standard” torna Francesco-C, con un nuovo look, una nuova attitudine e un nuovo sound. Sì perché se per l’esordio il nostro andava in giro per la Val D’Aosta agghindato come un Marylin Manson dei ghiacciai per delirare su basi techno-pop tra Camerini e NIN, ora si veste a metà tra un punk-glam e uno skater e fa rock’n’roll. Inversione di rotta? Può darsi, ma se l’esordio alla lunga risultava un lavoro talmente e volutamente giovanile da essere quasi pretenzioso e caricaturale, il secondo episodio dimostra una marcata maturità musicale – merito anche della produzione di Madaski e Davide Tomat (N.A.M.B.) – e una solidità che in passato non c’era (nonostante Amore a corrente alternata fosse una canzone con una certa valenza). Certo, persistono alcuni vezzi perfettamente in linea con il personaggio di Francesco-C, come l’utilizzo a manica larga della lettera “K” e una libertà lessicale che si traduce in un gergo da gggiovane che rischia di diventare un deterrente: i testi sono per lo più banali e non rafforzano una musica che, comunque, risulta robusta e ficcante (ad esempio il tris di partenza: Tutto nuovo, Esterno, Solo Romy, la conclusiva Sopportarsi o la potente In successo (nel successo) un brano di puro punk molto efficace). Un disco riuscito a metà quindi, che dimostra un apprezzabile tentativo di evoluzione che viene purtroppo bloccato da una tendenza a ripetere un canovaccio che rischia di diventare – nonostante una radicale inversione estetica – uno stereotipo un po’ stucchevole.
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03/06/2005 -
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