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E’ il decimo disco di Rudy Rotta, uno dei pochi chitarristi italiani che può vantare una certa fama nel panorama internazionale del blues. Molte le collaborazioni importanti da B.B. King agli Allman Brothers, incontri che lo hanno portato a crescere e a sviluppare uno stile personale, fatto di esecuzioni calligrafiche e attente, ma sempre impregnate di cuore e passione. I Friends ai quali fa riferimento il titolo sono dei musicisti incredibili, “special guests” in un album che non è soltanto una raccolta di “cover”. Infatti avere gente del calibro di John Mayall, Brian Auger, Robben Ford e - udite udite - Peter Green in sala di incisione non è mica cosa di tutti i giorni, ma quello che colpisce di più è il modo assolutamente originale in cui vengono poi rivisitate in chiave blues e riproposte le diverse canzoni. Si parte con “It's All Over Now Baby Blue” di Bob Dylan, con Robben Ford che affianca Rudy Rotta alla chitarra, poi c’é una bellissima versione di “Can't Find My Way Home” dei Blind Faith di Steve Winwood, e ancora quella “Black Magic Woman” resa celebre da Santana, ma scritta da Peter Green dei Fleetwood Mac che, per l’occasione, torna ad eseguirla con il suo incredibile contributo alla chitarra e alla voce. “My Babe” di Willie Dixon e “You Don’t Love Me” di William Cobbs sono eseguite con l’apporto di John Mayall, il padre del blues inglese, alle tastiere, altrettanto valide le versioni di “Knockin'On Heaven's Door” di Bob Dylan e di “Truth” con il leggendario Brian Auger degli Oblivion Express, impegnato ancora una volta all’organo Hammond. Seguono “To Love Somebody” dei Bee Gees, “Politician” dei Cream di Eric Clapton, e “St. James Infirmary”, riedizione di un “traditional”. Molto divertente la medley “Whola Lotta Shakin'/Kansas City Blues”, mentre “Who'll Stop The Rain” di John Fogerthy è da brividi, un episodio acustico davvero suggestivo e toccante. Curiosa, ma indovinata, la riproposta blues di “29 Settembre” il noto successo dell’Equipe 84 scritto da Mogol e Battisti. Con Rudy Rotta e la sua chitarra Fender hanno partecipato alla registrazione dell’album anche Fausto Beccalossi all’accordeon, Michele Papadia alle tastiere, Alessio Goldin al basso elettrico, Carmine Bloisi alla batteria, Mia Cooper e Giorgio Ammirabile ai cori. Da segnalare inoltre che i puntini di sospensione dopo “for” nel titolo, stanno ad indicare che tutti gli artisti hanno deciso di devolvere i proventi di questo disco al progetto “Solidarietà è…” in favore della salvaguardia dei bambini in Sudamerica gestito da Suor Paola in particolare per Fiorella una bambina completamente ustionata di Vicenza. Una valida ragione in più per acquistarlo.
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