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Non sono molti quelli che conoscono l’opera ed il nome di Junior Kimbrough, un “bluesman” di razza, uno della vecchia guardia, morto nel 1998 all’età di 67 anni. Nato e cresciuto in quel di Chulahoma, Mississippi, un bastardo posto, fumoso e sporco, devastato ed ostile, abbastanza ricco questo sì, ma di depressione, Kimbrough ha dedicato al blues tutta la sua vita, ma non è mai diventato famoso. E’ uscito solo qualche singolo nell’arco degli anni e soltanto quando ha compiuto 62 anni ha avuto la possibilità di pubblicare un intero album. Ma il suo blues tenebroso e folle, apocalittico ed oscuro ha tracciato il percorso per quanti volevano andare a cercare le radici più vere, quelle più nascoste, ma di certo più prpfonde della musica del Diavolo. Non c’è niente di calligrafico o di esibito nelle canzoni di Junior Kimbrough, non ci sono regole o dettami stilistici nei suoi dischi, c’è soltanto il suono aspro delle chitarre che si uniscono ad una vocalità roca e profonda nel dare voce ad una disperazione che non è soltanto sua, ma del mondo intero. Fra quanti gli sono stati sempre vicino, Jimmy Osterberg, in arte Iggy Pop, che è stato fra i primi a chiedere di partecipare a questo album di tributo alle sue canzoni, ed ha preteso di rieseguire con i suoi Stooges “You Better Run” il fantastico brano che apre e chiude il disco. E’ un blues elettrico, scorticato e ribelle, è un blues oltanzista, che diffida di qualsiasi chiave armonica, che disperde il dolore nella dissonanza. Iggy dà il meglio di se stesso in memoria dell’amico scomparso, che ha aveva aperto per lui le date del suo tour americano del 1996. Molto belle anche “Meet Me In The City” eseguita dai Blues Explosion di Jon Spencer e “Done Got Old”, qui presente in due versioni, una degli Heartless Bastards e l’altra di Jim White. E’ un piacere ritrovare Mark Lanegan, che aveva rinunciato a prestare la sua voce per i tributi, ma che in questa occasione non si è lasciato di certo pregare per eseguire una versione tremenda, cavernosa e senza luce alcuna di “All Night Long”. Dan Auerbach dei Black Keys ha imparato a suonare la chitarra ascoltando i singoli di Junior Kimbrough, la loro versione di “My Mind Is Ramblin’”, è uno dei momenti più alti di rivistazione del blues nell’ottica del “low-fi”. L’esecuzione di un brano storico come “I Feel Good Again”, registrata nella versione originale da Kimbrough e da Charlie Feathers, la leggenda del rockabilly, è stata affidata alla voce di Pete Yorn. Da segnalare ancora “Do The Romp” eseguita da Entrance e da Cat Power con grande trasporto e “Pull Your Clothes Off” che vede l’esordio solista di Whitey Kirst il chitarrista di Iggy, quando si muove senza gli Stooges. “Junior Kimbrough é l’inizio e la fine della musica” hanno detto di lui importanti bluesmen. Procuratevi il disco, suonatelo forte, e niente intorno a voi sarà più come prima. Si tratta di roba maledettamente bollente, per stomaci di ferro!!!
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