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Dopo 10 anni dalla uscita di “Materiale Resistente”, pubblicato nel 1995 per i 50 anni della Liberazione, vede la luce il loro secondo “non album” (il disco nuovo andrà alle stampe nel 2006) dedicato ai 60 anni della Liberazione; ed il giorno successivo l’uscita di questo lavoro i Modena City Ramblers sono più pronti che mai a far partire le danze con pezzi vecchi e nuovi; e così, con la prima tiratura del disco (30.000 copie) già sold out, si preparano, come se nulla fosse, al primo concerto dalla comparsa del “non album” nei negozi. Ore 21,30: la tenda da oltre cinquemila persone dello Spazio Boario del Villaggio Globale di Roma, incomincia già ad essere discretamente piena. Ore 22,30: dalla tenda, oramai piena, incominciano a sentirsi i primi: “fuori - fuori”. Ore 11,00: apertura del concerto con Guido Foddis che, dopo un impatto abbastanza freddino con un pubblico impaziente per i Modena, riesce a rompere un po’ il ghiaccio ed a spezzare l’attesa con cinque brani voce e chitarra. Il pubblico però, pare più soddisfatto che poi ci saranno i Modena dal fatto che ci sia il cantautore sul palco; e così dopo questa mezz’oretta col Foddis, esce finalmente il gruppo folk più seguito d’Italia. Se qualcuno può avere dei dubbi sulla piacevolezza di riuscire ad ascoltare per intero un loro disco senza mai premere il tasto skip, credo che nessuno possa mettere in discussione il fatto che hai loro concerti, invece, non ci si annoi minimamente. Tra pachanka, polka e ska il pubblico non riesce a stare fermo un attimo. Si parte subito con “Oltre Il Ponte”, “Viva La Vida” e “Morte Di Un Poeta” per passare poi a proporre i brani del loro nuovo “non album”: “Appunti Partigiani”, in cui presentano praticamente tutte cover (12 su 15) dallo “spirito ribelle” che oltre ad essere il tema del loro disco lo è anche della serata. E così il primo omaggio alla protesta è con “Spara Juri” (dei CCCP) e poi “Il Partigiano John” (Africa Unite) continuando con “La Guerra Di Piero”: brano di un loro “papà musicale”. Tutte canzoni queste, presenti in questo ultimo lavoro: la maggior parte scelte dal repertorio popolare della Seconda Guerra Mondiale come i canti tradizionali, “I Ribelli Della Montagna” e “Bella Ciao”, ma anche non appartenenti a quel periodo storico, come i pezzi suonati nella prima parte del live; troviamo anche un inedito “Il Sentiero” e altri due brani marchiati MCR: “Al Dievel”, e “L’Unica Superstite” (dall’album La Grande Famiglia – Polygram BlackOut 1996). Album ricco di partecipazioni da Piero Pelù alla Bandabardò, da Ginevra di Marco a Paolo Rossi, da Guccini ai Gang e molti altri. Dicono di questa loro ultima fatica: “Ci sono nostri brani riarrangiati per l’occasione e brani di altri artisti composti in tempi recenti o comunque successivi alla Liberazione. Ripercorrendo questi sessant’anni di musica resistente, la nostra scelta è andata sulle canzoni che abbiamo sentito in vari modi più vicine”. Non dimentichi comunque del fatto che chi li segue, ama molto anche i loro primi successi, in mezzo alla scaletta troviamo: “I Cento Passi”, “La Banda Del Sogno” e “Transamerika”. Ma tutta l’energia scatenata fino ad ora è nulla rispetto a quando iniziano ad intonare “Bella Ciao”: ……l’ovazione è totale! Con salti, balli e citazioni più o meno moderne (ormai il riff di “Seven Nation Army” dei White Stripes credo finirò per sentirlo anche a Santa Cecilia!!!) lo spettacolo continua alla grande per oltre due ore. Infaticabili loro ed ancora più infaticabile il loro pubblico che oramai esce fuori dal tendone, superando di gran lunga le 5000 unità. “In Un Giorno di Pioggia”, segna l’inizio della fine a seguire con un medley di “Ninna Nanna” e “La Strada”; e così, dopo quasi due ore e mezza di concerto, i Modena scendono dal palco con un pubblico che, non ancora pago della serata, acclama a gran voce un eventuale tris con “Contessa”….ma la serata è veramente finita.
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