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A due anni dal precedente Jampin' Jive, tornano i Big Night Jive, la band guidata da Andrea Pedroni, Carlo Capobianchi e Pierluca Buonfrate – cantante solista degli Swing Maniacs di Renzo Arbore nonché figura di spicco dell'ultima generazione di cantanti jazz – e non solo – romani. Diciamo subito che rispetto al precedente lavoro qui si percepisce subito un'aria diversa. I suoni, gli arrangiamenti, tutto è più "maturo" e consapevole, e ciò è il frutto di una esperienza live enormemente accresciuta. Il 17 aprile ho assistito al concerto della band al Fonclea (concerto ripetuto il 22 aprile, al New Orleans di via XX Settembre, dove il cd è stato ufficialmente presentato) e la sensazione è stata proprio quella di vedere all'opera un gruppo sicuro dei propri mezzi e in grado di coinvolgere il pubblico con continuità nelle due ore di concerto. Inoltre, tutti i musicisti hanno offerto una prova perfetta, con una nota particolare per il trombonista Walter Fantozzi – vero virtuoso dello strumento – e del nuovo batterista, Gianluca Perasole (che suona con Buonfrate anche nel quintetto jazz di quest'ultimo) che, oltre ad offrire una base ritmica molto creativa e di grande qualità, si è esibito in un assolo strabiliante che mi ha ricordato, absit iniuria verbis, per intensità e perfezione tecnica, il celeberrimo solo di John Bonham in Moby Dick (altro genere, altro giro, altra corsa, ma la musica non ha confini e le sensazioni di chi ascolta non possono essere incasellate nelle definizioni e dunque sono assolutamente crossover!) Tornando al cd appena uscito, a beneficio di chi non ha ascoltato il precedente (e non ha letto la relativa recensione su questa rivista), è bene ricordare che il termine "jive" era utilizzato a cavallo tra gli anni '30 e '40 dai neri di Harlem per indicare uno swing, per l'appunto, molto ritmato. Nell'ultimo lavoro vengono ancora una volta rivisitati, sempre in chiave swing, grandi classici della canzone, americana e italiana. E così andiamo da “Everybody loves somebody” a “Torna a Surriento”, da “When my baby smiles at me” a “Buonasera Signorina”, fino a una bella e swingatissima versione di “New York New York”. Menzione particolare, poi, per la mitica “What a wonderful world”, cantata da Buonfrate con grande intensità e precisione. Nel cd si ascoltano anche le belle voci di Alessandro Contini – molto bella la sua “Sing sing sing” – e di Elisabetta Antonini, altra giovane emergente del jazz romano, che si fa apprezzare per un timbro davvero caldo, emozionante e tecnicamente ineccepibile (da manuale “Whatever Lola wants”). Insomma un lavoro davvero bello, che, come il precedente, offre un impatto quasi live, tanta è l'energia e la gioia che si percepisce all'ascolto. Invito tutti a vedere la band dal vivo e a comprare il cd. Di band così nel loro genere, in Italia, ce ne sono davvero poche.
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