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In molti sono a conoscenza della derivazione Queens Of The Stone Age di Johua Homme, ex Kyuss, mentre ben pochi stanno lì a chiedersi che fine abbiano fatto gli altri elementi di quello storico gruppo. Eccone uno, Chris Cockrell, anche lui dal deserto della California, che dei Kyuss era il “songwriter” ed uno dei fondatori. Adesso però si fa chiamare Vic Du Monte, si è trasferito a Chicago dove ha tratto ispirazione e ha assorbito le sonorità e i ritmi di un rock urbano elettrico e tinteggiato di blues. Tornato a Los Angeles, ha assoldato un gruppo di scagnozzi, alleati di tante vecchie scorribande e ha messo in piedi gli Idiot Prayer. Con lui, Matt Kistler alla chitarra, David Mallchok al basso, James Childs alle tastiere e Jeremy Jiannoni alla batteria. Il loro album d’esordio è all’insegna di un rock and roll basico ed essenziale, decisamente “low-fi” e fuori dal circuito delle grandi produzioni, ma l’approccio é sincero e vitale, elettrico e stradarolo, con le chitarre sempre in primo piano, rumorose e graffianti. “Dead Airline Ticket”, “Company Man” e “Jolene” affondano le radici negli anni settanta, “Casablanca” e “Dream Of a Girl” sono delle “slow ballads” intense ed ispirate, mentre “Death & Man” e “County Cage” sono due ballate blues, penetranti ed oscure, profonde e scarne, in stile primi Doors. “Sex At Knifepoint” è un rock and roll “sexual oriented” sciagurato e perverso, mentre “Worrying Won’t Do” scorre che è un piacere lungo la strada della esaltazione da chitarra elettrica. Su “Connelly 7” e “Teen Baby” è lo “street rock” che torna da padrone assoluto, le chitarre stridono che è un piacere, i vicini bussano, anche le orecchie protestano un po’, ma tanto … chi le sente più!!! Rock until you drop, man!
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