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Ma quale sarà mai il “parco giochi del Diavolo” di cui traccia le linee un redivivo Billy Idol nel suo tanto atteso nuovo album? E’ il Rock and Roll, signori! E la spiegazione delle varie regole del gioco non si fanno certo attendere e ci arrivano sotto forma di bordate inaudite, di colpi di cannone caricati a punk, hard rock e heavy metal. Dopo dodici anni di silenzio e di assenza dalle scene pressochè totale, un periodo che poteva essergli fatale a causa delle conseguenze di un brutto incidente avuto con la moto e di una pericolosa “overdose”, era lecito chiedersi che cosa fosse rimasto del Billy Idol che conoscevamo. Ebbene, strano a dirsi, ma il tempo e la sofferenza hanno fatto in modo che il nostro “Billy the Idle” (l’ozioso, così veniva chiamato a scuola dal suo professore) maturasse, e non poco, sia nei confronti delle cose della vita che, di conseguenza, nelle liriche dei brani. Il suono invece è rimasto magicamente intatto, è quello di una volta, devastante e poderoso come sempre. In più c’è però tanta grinta, tanta voglia di rivincita e si sentono entrambe nell’arco dei tredici brani che compongono il disco. “Super Overdrive” e “World Comin’Down” sono due punk rock d’annata, altisonanti e veloci , mentre gli arpeggi acustici di apertura su “Rat Race” sono da brivido e il fragore di chitarre che ne segue ha dell’incredibile frammisto a quella vocalità roca e ribelle. “Sherri” e “Yellin’ At The Christmas Tree” sono due “power ballads” a dir poco fantastiche dove il basso elettrico possente e ventrale di Stephen Mc Grath la fa da padrone e gareggia in uno strofinìo letale con la chitarra di Steve Stevens capace di “riffs” portentosi. “Plastic Jesus” è un’altra “rock ballad” di notevole spessore, è un brano che si scaglia contro i predicatori televisivi degli Stati Uniti, una vera piaga sociale, il nemico giurato di ogni vero rocknroller, ma il vero capolavoro è “Scream” il primo singolo tratto dall’album, con la chitarra di Stevens che ritaglia spazi perfetti per la voce oltraggiosa ed impudente di Billy che tesse a chiare lettere gli elogi di un attività sessuale viscerale e liberatoria. “Romeo Is Waiting” è una ballata elettrica ben strutturata che parla di alienazione, di solitudine e di droga, e finalmente con le parole giuste. “Body Snatchers” è puro heavy metal, con quella risata diabolica in apertura, con la disillusione nei testi e con le chitarre che giocano a rincorrersi per tutta la durata del brano. “Evil Eye” è una “super ballad” in perfetta chiave anni ottanta, tanto che quel suo “refrain” così intelligente e gustoso, in alcuni punti richiama “Don’t You Forget About Me” dei Simple Minds. “ Lady Do Or Die” invece mette in risalto la voce impastata e rugosa di Billy, mentre “Cherie” è un brano acustico, una ballata essenziale, ma ben arrangiata e di impatto immediato. Su “ Summer Running” poi, la ballata intensa che chiude il disco, c’è tutta la filosofia esistenziale del nuovo Billy Idol, intenzionato a “volare alto” con la musica, e basta, che vuole provare a vedere come ci si può sentire liberi per davvero senza ricorrere a quella trasgressione un po’ di maniera che ne faceva un tempo un personaggio da copertina che però non rimaneva nel cuore di nessuno. Un gran bel disco insomma, da suonare forte, e al massimo del volume, canzoni che sono medicina che sono un rimedio e che vi daranno benzina sufficiente ad andare avanti nei giorni più difficili.
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