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Esce finalmente, in concomitanza con la pubblicazione di “Head On/Repossessed” la sua prima autobiografia, stampata in Italia dalla Lain Books, l’atteso nuovo disco di Julian Cope, una figura di culto della scena rock inglese, protagonista del periodo punk con i suoi Teardrop Explodes e attivo in seguito su diversi fronti, non solo musicali, come storico, poeta e sciamano. Ed é proprio a lui, che ama definirsi un “herudite barbairan”, che riescono le sintesi di base del rock and roll, quelle fra parole e viscere, fra mente e pulsioni e fra ragione ed istinto. E’ tutto qui dentro, su questo album doppio di “pagan rock” (Saint Julian detesta tutte le istituzioni ecclesiastiche, i dogmi che emanano) che lo riporta finalmente all’attenzione del grande pubblico dopo che di lui si erano perse le tracce e dopo qualche disco solista di rilievo trascurabile. L’opera si compone di due cd distinti, della durata rispettivamente di 34 e di 37 minuti. E’ chiaro che forse - con alcuni tagli - si poteva pensare anche ad un cd unico, ma Julian sostiene che alcuni brani fossero devastasnti sul piano psicologico, quindi suggerisce l’ascolto ad intervalli regolari, alternando saggiamente i 2 dischi… Non preoccupatevi, anche se l’operazione è un po’ stravagante, il prezzo al pubblico è quello di un solo cd! Il disco tratta con piglio radicale i temi più scottanti dell’era moderna, dall’individualismo, alla guerra, dalla religione al sesso, dalla vita in natura a quella miseria che è diventata la vita urbana. E il titolo di “Citizen Cain’d” non è stato scelto a caso. Il primo disco esordisce con “Hell Is A Wicked”, un rock acido, al vetriolo, un brano che sembra composto su carta vetrata e che, se strofinato bene sui nostri padiglioni auricolari, ci ricorda delle atmosfere tipiche degli anni settanta. “ I Can’t Hardly Stand It” è un rock’n’ roll elettrico, schizoide e veloce, contraddistinto da forti tinte psichedeliche. “I’m Living In The Room They Found Saddam In” è senz’altro uno dei brani meglio riusciti dell’album: una ballata acustica intensa e coinvolgente, dove l’interpretazione di Julian a tratti sembra ricalcare l’impostazione vocale bassa e roca delle “slow ballads” di Iggy Pop. “Gimme Head” e “Dying to Meet You” sono dei discreti brani di rock and roll, gridati e ritmati quanto basta . Decisamente meglio “I Will Be Absorbed”, una ballata ipnotica lunghissima, un piccolo capolavoro psichedelico che cattura l’ascolto e che ti “assorbe” la mente per oltre dieci minuti. Il secondo disco si apre ancora nel segno del “garage rock” sessantiano con “ Feels Like A Crying Shame”, caratterizzata da una breve sezione vocale preceduta da una lunga “intro” chitarristica . “World War Pigs” è invece una ballata acustica che lascia il segno, un pezzo aggressivo, ricco di ritmo e impegnato a denunciare i potenti del mondo che si coprono l’un l’altro e trovano mille giustificazioni alla loro sporche guerre. Insomma é una sorta di rilettura di “Masters Of Wars” di Bob Dylan, trentacinque anni dopo. “Stomping Dyonisus” é una ballata delicata, impregnata di psichedelia fine anni sessanta, mentre con “Homeless Strangers” Julian torna a fare del buon rock, solido e vibrante. Su “The Living Dead”, una ballata oscura in perfetto stile Velvet Underground, i suoni distorti della chitarra elettrica echeggiano lontani, sullo sfondo. “Edge Of Death” è un brano ultimativo, scarno ed essenziale, dove Julian H. Cope fronteggia da solo, fra mille domande, e aiutato solo dagli arpeggi metallici della sua chitarra elettrica, quanto mai drammatici e cupi, l’incertezza del futuro. Non tutti i brani sono dello stesso livello, ma ce ne sono almeno sei che vi porteranno diritti ad ordinare il disco su Internet o a cercarlo nei negozi, dato che l’Italia è l’unico paese in cui il disco è regolarmente distribuito dalla Lain Records e da Goodfellas.
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