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Dan Melchior è un musicista di Shepperton (Inghilterra) in circolazione da più di dieci anni. Ha alle spalle una serie di dischi in cui ha espresso la propria passione per il blues rurale degli anni venti, per l’R&B e per il garage rock, collaborando – fra gli altri – con Holly Golightly, delle Headcoatees, e con il vulcanico Billy Childish. “The Covert Stomp” è un’interessante raccolta di incisioni effettuate da Melchior tra il 1992 e il 2003, in Inghilterra e negli Stati Uniti, pubblicata recentemente dall’etichetta romana Hate Records. In questo disco, il musicista ha messo – parzialmente - da parte le componenti più rumorose e deraglianti del suo sound (precedentemente, alcuni suoi lavori sono usciti su In The Red e su Sympathy For The Record Industry) per dedicarsi a una sentita rilettura di alcuni traditional e di alcuni pezzi dei bluesmen Skip James, Bukka White e Blind Willie McTell, ai quali ha accostato degli originali che si sposano perfettamente agli umori e agli stili della raccolta. “The Covert Stomp” ha un gusto antico e affascinante, che gli viene conferito anche dalla registrazione in bassa fedeltà. La strumentazione è essenziale: chitarra acustica e voce, che vengono accompagnate, a seconda dei brani, da elettrica, batteria, basso, armonica e banjo, e a volte solo gli interventi della chitarre elettrica lievemente distorta e riverberata ci permettono di capire che non si tratta di arcaiche incisioni dei primi decenni del Novecento, provenienti dalla regione del Delta. Tra le canzoni che compongono il disco spiccano i traditional “The Longest Train”, “Be Ready When He Comes”, scarno e cupo blues elettroacustico scandito da un ritmo lento e ossessivo, “Go Away From My Window”, con la sua melodia malinconica, e il bellissimo e solenne “Wade In The Water”, quasi uno spiritual. Le cover non sono da meno: “Special Rider” di Skip James è il pezzo più old fashioned, con la voce di Melchior che sembra provenire da un punto lontano nel passato. “Broke Down Engine” e “Aberdeen Mississippi Blues” (rispettivamente di Blind Willie McTell e di Bukka White) ci consegnano un blues sgraziato retto da chitarre elettriche e batteria. I brani scritti da Melchior si mescolano mirabilmente al materiale più datato: “Fishtail Stomp”, uno strumentale dal suono cavernoso caratterizzato da banjo, chitarre riverberate e armonica; “Cheap Wine”, il più “classicamente blues” della raccolta, che potrebbe essere stato scritto da Charley Patton; “To The River”, il pezzo più solare del disco, e “Natural Misantrope” dal testo ironico e dal tono stralunato. Per chi cerca il punk blues c’è invece “Your Freeze On Me”, con il suo piglio garage, le chitarre distorte e un armonica dissonante. Un acquisto vivamente consigliato, specie nella bella versione in vinile che arricchisce ulteriormente il senso di antico sprigionato da ogni solco del disco.
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