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Della serie: inventare ex-novo sta diventando arte sempre più rara, ma riciclare è possibile, anzi, quasi dovuto. Come noto, James Murphy, mente dietro l’operazione LCD Soundsystem, compone insieme a Tim Goldsworthy il duo DFA, team di produzione che ha curato alcune bands chiave dell’attuale fenomeno “punk/funk” newyorkese (Rapture, Radio 4) e fondatore della DFA Records, label che pochi mesi fa ha firmato un lucroso accordo con la potente major EMI. Di musica, nel corso della sua esistenza, Murphy ne ha ascoltata tanta, come ci ricorda lui stesso nel singolo “Losing My Edge”, qui contenuto in un secondo CD “bonus” che raccoglie i singoli finora pubblicati da LCD Soundsystem, e quasi sempre è quella “giusta”, almeno in base a certi canoni: Can, Soft Cell, la new wave del CBGB’s, “Planet Rock” e via elencando… Il punto è che codeste nobili influenze non si concretano mai – almeno a giudicare da questo album d’esordio del marchio LCD Soundsystem – in un sound organico (ciò che accadeva, ad es., con The Rapture) ma compaiono qua e là, in modo frammentario lungo il corso del disco, dacchè alla fine non possiamo fare a meno che porci la domanda: E ALLORA? Il primo pezzo della raccolta, quello che ha l’immaginifico titolo “Daft Punk Is Playing At My House” (e chissà se il duo francese sul prossimo disco userà la cortesia di intitolare un pezzo “LCD Soundsystem Is Playing At My House”), è incoraggiante, essendo un effervescente discopunk à la The Rapture ma assai più teso e aggressivo. Il brano che segue, “Too Much Love”, ci appare già molto più inutile, ispirato com’è al David Bowie dell’epoca “Low”; stessa critica che si può fare per la pur bella “Tribulations”, facente il verso al techno-pop anni ’80 (seppur “sporcato” e con una ritmica più moderna) dei primi Depeche Mode e gruppi similari. “On Repeat” e “Thrills” appartengono invece alla medesima famiglia di pezzi che funzionano meglio su un dancefloor che nell’impianto stereo casalingo, che si vorrebbero ispirati alle ritmiche insistite dei Can ma risultano, al contrario, solo monotoni. Diverte la rockeggiante “Movement”, mentre “Disco Infiltrator”, altro massiccio discopunk, possiede anch’esso uno sgadevole “già sentito” nel chorus, rinvenibile in svariate cose alla Bowie/Eno/Talking Heads della fine degli anni settanta…. E infine, ci sono i “due pezzi anomali”: “Never As Tired As When I’m Waking Up”, sonnolenta e affascinante ballata alla Beatles epoca “White Album”, con una schitarrata finale che pare eseguita da Mick Ronson degli Spiders From Mars di David Bowie; e la finale, elegiaca “Great Release”. Insomma, come si è detto, un gran guazzabuglio. A confronto, risulta ben più unitario e coerente il secondo CD accluso alla confezione, che raccoglie i vari 12” già pubblicati da Murphy e divenuti ormai dei classici per qualsiasi “indie-disco” che si rispetti, come la già citata, insistente, “Losing My Edge”, “Give It Up” e “Yeah” (presente in due eccellenti versioni molto diverse tra loro) che, in qualche modo, riesce nell’intento di salvare baracca e burattini. Nel complesso però, visto il curriculum e il pregresso, da James Murphy e dai suoi LCD Soundsystem ci aspettavamo molto, ma molto di più.
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