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E’ un album ad alta caratura che soddisferà di certo tutti gli appassionati di musica jazz. Racchiude ben dieci anni del repertorio “live” di Cinzia Spata, una cantante siciliana che a soli 17 anni d’età era già un’ottima interprete di “swing” e che poi si è definitivamente formata sul piano musicale poco più tardi negli Stati Uniti. Il disco è stato registrato all’Acoustic Recording di Brooklyn, New York, in soli due giorni, insieme a musicisti del calibro di Ron Mc Clure, al basso, Marc Copeland, al pianoforte, Donny Mc Caslin, al sassofono, e Marcello Pellitteri, alla batteria. Tutti nomi di prestigio che si sono prestati volentieri alla realizzazione di questo progetto ben conoscendo il talento ed il gusto di Cinzia, conosciuta qui da noi in Italia per essere stata la “front woman” delle Trombe Rosse di Massimo Nunzi e per aver riadattato Gershwin e Porter , ma molto stimata anche all’estero.“North Carolina”, “Friend, We Are Through”, e “Anek” sono composizioni preziose, dalle atmosfere rarefatte e sognanti, tutta musica per piano e voce, scritta e arrangiata dalla stessa Spata. “Lonely Woman” è una riproposta del noto successo di Horace Silver, “A Young Girl” e “Everybody Song But My Own” sono delle “cover versions” di brani firmati da Kenny Wheeler, mentre “Thanks,G.” non è che il tributo personale, nonché ringraziamento, della Spata a Gershwin. “Marcha De Quarta” è una gradevole incursione nella musica brasiliana, un riadattamento del noto brano di bossanova scritto da Vinicius De Moraes. Il disco si conclude con una splendida versione di “Everytime We Say Goddbye”, il ben noto “standard” di Cole Porter qui interpretato da Cinzia Spata con eleganza, raffinatezza e grande sentire. Suoni di qualità, ambientazione acustica, esecuzioni di rara bellezza. Album da ascoltare con cura, da assimilare piano, con gusto, come se fosse un liquore pregiato.
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