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E’ arrivato finalmente anche per gli Uncle Tupelo il momento della ristampa su c.d. dell’intero catalogo. “No Depression”, “Still Feel Gone”, “Anodyne” e questo forse meno conosciuto ma altrettanto valido “March 16-20, 1992” ci riportano alle radici di quello che adesso passa per “folk underground” o blues acustico minimale, e che tanti proseliti sta creando fra postpunk e hardrockers incalliti. Il ritorno alle forme basiche ed essenziali della chitarra blues e agli stilemi del folk era stato in realtà anticipato dal genio compositivo del duo composto da Jay Farrar, chitarra e voce, e Jeff Tweedy basso e voce, supportati da Mike Heidorn alla batteria. Erano loro gli Uncle Tupelo e questo album ci offre quello che hanno saputo fare in una sola settimana di registrazioni dal vivo in studio, dal 16 al 20 Marzo del 1992, per l’appunto, sooto l’attenta produzione di Peter Buck, il chitarrista dei R.E.M. Si tratta di un album splendido corredato da un “booklet” interno esplicativo e con cinque “bonus tracks”, tutte di grande caratura, a partire dalla strumentale “Take My Word” fino alla straordinaria “cover” di “I Wanna Be Your Dog” degli Stooges, dalle nuove versioni di “Grindstone” e di “Atomic Power”, tratte da un “demo” acustico del 1991 registrato alla Longview Farm, per arrivare a “Moonshiner”, un “live” del 1993, poco prima dello scioglimento della band, dovuto all’inizio dell’avventura di Farrar con i Son Volt. In particolare la versione acustica, deliziosamente “country”, di un brano come “I Wanna Be Your Dog”, emblema della trasgressione e canzone simbolo poi del “punk-rock”, ci dimostra come sia possibile riconoscere il valore di una composizione solo mettendola “a nudo”, nella sua dimensione acustica primordiale, e lì tutte le differenziazioni in generi e categorie, come d’incanto, scompaiono. Ma anche riascoltare i brani del disco ufficiale non è poi tanto male: “Satan, Your Kingdom Must Come Down”, “I Wish My Baby Was Born” e “Warfare”, tutti interpretati da Tweedy (per chi non lo sapesse, è lui il “songwriter” ed il “vocalist” dei Wilco) sono dei pezzi tradizionali per chitarra banjo tratti da “High Atmosphere” un disco del 1974. “Coalminers”, “Shaky Ground” e Criminals”, tutti brani scritti negli anni della grande depressione del 1920, sono invece le reinterpretazioni di “traditionals” scelte da Farrer, e rieseguite con grande classe ed abilità. Un gran bel disco insomma, che vi permetterà di rivalutare le imprese di un gruppo troppo frettolosamente messo da parte.
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