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The Electric Soft Parade
The Holes in the Wall
03/06/2002
DB Records/Bmg
di Claudio Biffi
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Qual è il sogno di ogni giovane appassionato di musica abituato a provare cover dei suoi gruppi preferiti nella cantina o nel garage di casa? Essere scoperto da qualche etichetta indipendente che casualmente ti sente suonare in un pub e chissà per quali motivi trova che tu abbia qualcosa da dire tanto che la fortuna e poi il talento si fondono per dare il via ai sogni insperati. Il passaparola delle radio e un certo interesse della stampa specializzata ha così permesso ai due giovanissimi Tom e Alex White di farsi conoscere prima nella versione live al festival di Readings e Leeds dell’estate 2001 e ora da qualche mese con la loro opera prima “Holes in the Wall”. Bene ha fatto la DB records ad accorgersi di loro perché il disco è una delle migliori produzioni pop di questo inizio di 2002. Mutuato il loro nome da una nota canzone dei Doors (The Soft Parade) ma costretti a cambiarlo con l’aggiunta di The Electric (causa un gruppo di coveresti canadesi), il duo di Brighton dimostra la propria originalità e freschezza pop nei 12 brani proposti. I fratelli White, che hanno iniziato a comporre musica sotto l’influenza dei primi Oasis di cui erano fan, sono riusciti a tirar fuori sonorità che sebbene molto brit-pop (Blur, Verve, etc.) risultano più vicine ai nuovi gruppi di riferimento della scena inglese come i Doves, gli Elbow e in particolar modo i Coldplay. Si alternano quindi brani ruvidi come “Start Again” o “Empty in The End”, a pezzi più cupi “It’s Wasting Me Away” e “This Given Line” decisamente di stile Radiohead, ma non manca qualche accenno psichedelico (da qui forse il tributo ai Doors) che ritroviamo in “Why Do You Try So Hard To Hate” e in “Biting The Soles Of My Feet”. Stupisce la facilità con cui questi due ancora adolescenti siano riusciti a mettere assieme chitarre e campionamenti e a produrre brani quasi eterei come “Holes in the Wall” e “Red Ballon for Me”, allora mi chiedo se tutta questa gloria è destinata a durare e si può imputare all’ingenuità e alla poca malizia dovuta alla giovane età o è il solito exploit commerciale ben guidato?
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03/06/2002 -
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