|
Un anno iniziato alla grande sul podio dell’Ariston per i Pinguini Tattici Nucleari, conclusosi con un’esclamazione di rammarico, piena di ironia: Ahia! Li avevamo lasciati con Fuori dall’hype, album del 2019 pubblicato per Sony Music e certificato Disco d’Oro.
Poi, un 2020 iniziato a bomba: la band si fa spazio nel mondo del mainstream con la partecipazione alla LXX edizione del Festival di Sanremo dove si classificano terzi con il singolo Ringo Starr, doppio Platino. Tornano il 4 dicembre con il nuovo ep dal titolo Ahia!, dall’omonimo romanzo, edito da Mondadori, di Riccardo Zanotti, leader dei PTN in tutte le librerie dal 3 novembre. Sia il nuovo progetto discografico che il libro, sono stati concepiti nel corso del primo periodo di lockdown: quello che ci ha visti tutti impreparati, che ci ha costretti a guardarci dentro, lasciando fuori una realtà surreale.
I temi del romanzo si incontrano sparsi all’interno di alcuni brani dell’ep, tuttavia dietro al titolo del disco, sono racchiusi tutti gli impedimenti del 2020 mascherate da episodi e frammenti di vita quotidiana, da rotture di love stories troppo vergini per poter durare e di conflitti generazioni raccontati con ironia e leggerezza, di proprietà privata dei PTN. “Il 2020 doveva essere un anno colmo di impegni e, perché no, di successi per noi, e invece è stato uno degli anni più difficili di sempre, quindi Ahia! ci è sembrato il titolo perfetto per questo lavoro. ” Il 3 dicembre, ospiti a X Factor in occasione della semifinale presentano l’ep, anticipato dalle release di agosto La Storia Infinita e Scooby Doo disponibile dal 13 novembre.
Il progetto discografico si presenta diverso dai precedenti: tanta ricerca e sperimentazione di sound sempre più contemporanei. Una crescita professionale, quella dei PTN, conseguenza delle scelte artistiche intraprese dalla band, a partire da quella inevitabile della partecipazione a Sanremo: candido biglietto da visita che spalanca loro le porte alle radio più popolari e ad un target di ascoltatori drasticamente più ampio. Il 2020 conduce i PTN ad una nuova concezione di fare musica, costruita sulla volontà di voler arrivare proprio a tutti. Impresa opinabile quanto difficile.
Con Ahia!, la band rifiuta l’idea di un concept album proprio in virtù della natura dell’ep che vuole essere una distrazione leggera da questo periodo pandemico che sembra non volerci più mollare. Musicalmente, Ahia è un disco frutto della ricercatezza di nuove sonorità, di uno sguardo attento alle ultime novità musicali. La differenza dai vecchi album si sente: Ahia suona più pop, più dance, perfino folk. La nuova concezione di fare musica consiste nell’adesione alle ultime novità discografiche: è la nuova cifra stilistica dei PTN. Se questo viene registrato fedelmente in ciascun brano dell’ep, contenutisticamente l’atmosfera a tratti si incupisce: il legame indissolubile tra un figlio e il genitore, la funzione alienante della maschera nella società e fotogrammi estrapolati dalla vita quotidiana, ma affrontati con quell’ironia esagerata che fa parte di loro, sin dagli esordi.
La tracklist conta 7 brani. Scooby Doo in apertura: release di novembre che ci lascia all’immaginazione della nuova identità dei PTN. Il brano mantiene un ritmo serrato, un assolo di chitarra che si sposa bene al tema del brano: quello delle maschere indossate dagli essere umani che ci trasformano in mostri intenti ad abitare il luogo più algido della Terra. L’assolo di chitarra? Probabilmente il momento inedito in cui la maschera cade per terra.
Segue Scrivile Scemo che in termini di sound è sicuramente il pezzo più moderno e contemporaneo del disco. Fa muovere, fa danzare, è super pop. Quanto al tema, il titolo dice abbastanza: suggerisce di parlare a “Qualcuno”, solo per godere della liberazione di vecchi pesi che ignoriamo di portarci addosso. Bohémien suona dolce e spensierata. Sa di ingenuo e inconsapevole saluto alla prima giovinezza. La primissima presa di coscienza di responsabilità intraprese alla leggera, collaudate alla bohème.
Pastello Bianco spacca in due l’ep. E’ una ballad triste pronta a celebrare un break-up: archi, pianoforte e un amore andato a male. Un pezzo radiofonico, la chicca del disco. La Storia Infinita, singolo che lo scorso agosto, anticipa l’ep. Brano che è un throwback intriso di pregiatissime citazioni. Parla dell’estate più bella della nostra vita, quella che torniamo a visitare attraverso ricordi così belli da sembrare inventati. Poi, Giulia elogio al cantautorato e al tradimento.
Infine, Ahia!, title track che chiude l’ep. Una lettera d’amore dal sound particolare: un folk che si fa sempre più moderno grazie a delle sfumature elettroniche. Il 2020 sta per concludersi, finalmente. Quest’anno c’è tanto bisogno di leggerezza da donare a palate indistintamente a tutti e i Pinguini Tattici Nucleari l’hanno fatto il 4 dicembre con un ep.
“Ahia è una parola affascinante. Nessuno te la insegna. Tutti veniamo al mondo con un determinato numero di Ahia dentro, nel codice genetico, innati. Ognuno di essi corrisponde a una volta in cui permettiamo al mondo di farci del male. Non ha etimologia, perché non ha storia: è semplicemente qualcosa che esiste e che diamo per scontato, come il cielo sopra la testa e la terra sotto ai piedi. ”
|