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A giudicare da questo “The Grind Date”, settimo album di studio dei veterani De La Soul, per Mase, Trugoy e Posdnuos non è più tempo di rivoluzioni “daisy age”, né di ruggenti provocazioni alla “Stakes Is High” o di concetti elevati sebbene astrusi alla “Art Official Intelligence”. Oggi il clima, nel campo De La Soul, è sostanzialmente mutato. I tre hanno preso atto della propria invidiabile longevità, e hanno passato gli ultimi due anni a garantire e garantirsi che la loro opera omnia – la loro “legacy” - non sarà dimenticata in fretta; nel solo 2004 sono usciti infatti un “best of”, un album dal vivo ed una raccolta di remix, per non parlare del rimasterizzato “Three Feet High & Rising”, inizio ed apice della discografia del trio, ripubblicato un anno fa per la Tommy Boy. Ribadito una volta per tutte il proprio status mitico, i De La hanno così potuto occuparsi in tutta tranquillità della realizzazione di un nuovo LP, per una volta senza frenesie e senza, anche, eccessive ambizioni. Ciò che ne è uscito fuori, “The Grind Date”, è di conseguenza un episodio rilassato come non mai nella storia del trio di Long Island, ma anche privo di qualsivoglia sorpresa. Siccome la classe non è acqua, “Shopping Bags” è un singolo dalle virtù ballerecce superiori alla media (e con un notevole chorus), e la collaborazione con Ghostface Killa del Wu-Tang su “He Comes” è uno dei migliori episodi hip-hop dell’anno. E’ gustoso anche il coinvolgimento di Flavor Flav su “Come On Down”, e ricorda piacevolmente le produzioni di dj Premier “It’s Like That”, che si avvale (?) dei vocalizzi di Carl Thomas. Alla fine dell’ascolto, però, la sensazione dominante resta quella di un gruppo avviato giù per una china discendente, e di un album che riesce a galleggiare al di sopra della sufficienza più in virtù dell’intelligenza e del mestiere dei suoi (tre) autori che di un’ispirazione che di fatto pare essersi liquefatta. Si è spesso detto che, per capire che aria tira in ambito hip-hop, è necessario ascoltare cosa combinano e cosa dicono i De La Soul. E’ sempre stato verissimo, e a giudicare da “The Grind Date” l’indicazione stavolta è: calma piatta, nè più nè meno. Tiratene le conclusioni che credete.
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