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Fin dalle prime note di chitarra di “Looking For A Friend” il brano che apre il disco, ti accorgi di avere finalmente a che fare con un grande album di rock and roll. Canzoni di indubbia intensità , un approccio sonoro quanto mai robusto, ma che sa bene come e quando essere melodico. Queste le caratteristiche del nuovo disco, dopo ben sette anni di assenza dalla scena musicale, di Nikki Sudden, ex Swell Maps, il gruppo che R.E.M., Sonic Youth e Pavement hanno considerato come precursore delle loro sonorità. Avevamo quasi perso ogni traccia di lui, ce lo ricordavamo in una breve parentesi con i Jacobites, poi a Berlino a collaborare con i Crime & The City Solution e con altri musicisti legati a Nick Cave. Qualche album solo, di scarso rilievo, adesso il ritorno con un disco che va a pescare a piene mani negli anni settanta, con delle canzoni che non inventano niente, ma che ti fanno sentire meno solo e che - a quanti sono cresciuti con il rock and roll tinteggiato di blkues - danno un forte senso di appartenenza. “Break Up” e “Stay Bruised” sono delle “slow ballads” piacevolmente bluesate e romantiche, che arrivano diritte al cuore, anche grazie all’apporto al piano e all’organo Hammond di Ian Mac Lagan, ex tastierista dei Faces. “Kitchen Blues” è un rhythm & blues elettrico di ottima fattura che risente molto dell’influenza musicale dei Rolling Stones ed anche “Wooden Floor” si muove un po’ sullo stesso versante, sembra un po’ “Sympathy For The Devil”, ma la sensazione è oltremodo gradevole. “Russian River” è un blues elettrico e bollente, sofferto come mai, sul quale si innestano la voce roca e suadente di Nikki Sudden e il sax imponente di Anthony Thistlewaite, ex Waterboys. Ma è su “House Of Cards” che gli echi Stones diventano davvero impressionanti , d’altra parte ci suona Mick Taylor che di quella band è stato per un lungo periodo, insieme a Keith Richards , il chitarrista. “High And Lonesome” è un blues molto classico, Nikki lo esegue assorto, ce lo immaginiamo accanto ad una bottiglia di whisky e con una sigaretta in mano. “Fall Any Further” e “When The Lord” sono due “rock ballads” piacevoli, tipicamente anni settanta, che si fanno ascoltare. Ma è con “ Sanctified ” che Nikki torna a fare sul serio e ci regala un pezzo romantico e struggente, una ballata talmente bella e carica di suggestioni da far venire i brividi. “Treasure Island”, la “title track”, ci regala dei “riffs” chitarristici molto gustosi e accattivanti, patrimonio genetico dell’autore e dei suoi The Last Bandits, quella sorta di super gruppo anni 70 con cui ha registrato l’album e che comprende oltre ai sopra citati Mick Taylor, Ian Mac Lagan e Anthony Thistlewaite, anche i chitarristi Dave Kusworth, con Sudden nei Jacobites, e Darrel Bath, ex Dogs D’Amour. “ Highway Girl” è un’altra “super slow ballad”, lenta ed avvolgente, sempre con le chitarre in primo piano e con quei “riffs” strofinati e miagolanti, roba d’epoca forse, maledettamente già sentiti, ma davvero incantevoli.
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