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Friends Of Dean Martinez
Random Harvest
2004
Glitterhouse Records
di Giancarlo De Chirico
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Siamo davanti all’ultimo album pubblicato dai Friends Of Dean Martinez, il gruppo americano di base a Tucson, Arizona che è stato di certo fra i pionieri del nuovo fenomeno del “desert rock”. Nati da una costola dei Giant Sand di Howe, Burns e Covertino, band che annoverava al suo interno in qualità di chitarrista anche Bill Elm, il fondatore del gruppo, i Friends Of Dean Martinez sono in realtà un collettivo musicale, un progetto collaterale che riunisce di tanto in tanto musicisti come Mike Semple, Dave Lachance, Andrew Geriers e Billy Pitman che assecondano la vena creativa e i gustosi “riffs” di Bill Elm e della sua “steel guitar”, densi di polvere e sabbia, proiettati verso orizzonti sconfinati. Il disco non è eccessivamente lungo e, come gli altri, è soltanto strumentale, ma gli otto brani in esso contenuti equivalgono a delle vere e proprie suites musicali lungo le quali è lecito perdersi e far viaggiare il cervello. “So Well Remembered”, “The Winter Palace”, “Lost Horizon” e “Random Harvest ” sono forse i brani che meglio raccontano l’album e sono tutti contrassegnati da sonorità rarefatte, da atmosfere sospese, da morbide coltri dentro le quali affondano ora l’organo, ora il sintetizzatore o la “steel” di Bill Elm. Scarni ed essenziali i titoli delle composizioni, oltremodo triste ed angosciosa “Why Does My Heart Go On Beating” , mentre sul finale “ Nowhere To Go” si distacca in modo piuttosto netto dal resto : l’intro dell’organo non illude più di tanto, perché prepara solo un attacco ruvido delle chitarre all’insegna di un hard rock di sana e robusta costituzione, che esplode all’improvviso. Un bel disco, non c’è che dire, ma forse a volte la scelta di un indirizzo musicale così interamente votato a soddisfare necessità e bisogni di colonne sonore comporta dei limiti e porta con sé il sacrificio inevitabile della forma canzone, e questo si sente.
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20/12/2004 -
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