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Un tempo si chiamavano Afghan Whigs, erano originari di Cincinnati e suonavano un rock caldo e disperato, pieno di decadenti melodie e imbrattato di sporchi riffs chitarristici appena ammorbiditi da una sensuale vena soul. La voce di Greg Dulli, leader del gruppo, appariva sempre al limite del pianto rabbioso, dell’invocazione implorante d’amore, ma sapeva, al momento opportuno, trasformarsi nel romantico sussurro di un amante a caccia di ricordi e di memorie perdute. Capaci di attraversare la corrente grunge senza restarne impantanati (Congregation, SubPop, 1991) dopo un esordio (Up In It, SubPop, 1990) che li aveva visti alle prese con sonorità acide e hardcore, gli Afghan Whigs pubblicarono i loro due album più riusciti. Gentlemen (Elektra/SubPop, 1993) apparve un equilibrato miscuglio di puro rock ‘n’roll, soul intimista e sfumature funk, tanto da essere definito dal Los Angeles Times “il capolavoro assoluto del 1993”. Sulla stessa scia, Black Love (Elektra/SubPop) ripropose una formula che alla critica musicale parve più debole e ripetitiva, ma che si presenta all’ascolto anch’esso intriso di atmosfere noir e decadenti che evocano ambienti in cui il sudore della passione si mescola alla pioggia inesorabile della notte. Oggi Greg Dulli continua la sua avventura nella nuova veste di Twilight Singers, versione magari più acustica delle medesime ossessioni sonore e vocali, che fanno tutt’uno con l’anima straziata che emerge da sempre dai suoi testi carichi di un amore viscerale e cinico. She Loves You (One Little Indian, 2004), terzo lavoro dei Twilight Singers, è una rivisitazione di celebri canzoni di altrettanto celebri musicisti. Si va da Bjork a Mazzy Star, dai Fleetwood Mac a Marvin Gaye, da Gershwin a John Coltrane, tutte occasioni per dare sfogo all’innata vena “black” di Dulli e al suo eclettismo musicale. Non sono da meno gli ospiti d’onore del disco, primo tra tutti Mark Lanegan che in più di un caso duetta con Dulli, ma anche Manuel Agnelli, leader degli Afterhours e, sembra, ormai divenuto intimo del Nostro.
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