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Travis
Singles
2004
Indipendiente
di Stefano De Stefano
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Occorreva fare questa differenza, perché se fosse stata una raccolta di successi avremmo letto nella tracklist qualche altro pezzo al posto di quelli che però sono stati pubblicati come singoli: non che sia un brutto disco, anzi è un’ottima introduzione a questa band scozzese che negli ultimi 5 anni è riuscita a dire qualcosa in più nel panorama della musica britannica, solo mancano alcune perle come “Safe”, “The Fear” o addirittura “Happy To Hang Around”, contenuta nell’ultimo disco in studio. In compenso troviamo canzoni come “All I Want To Do Is Rock” o “U16 Girls” che sono sicuramente orecchiabili e da passaggio radiofonico, ma nulla o poco più dicono di una band che ha saputo scostarsi dalla mediocrità di molta musica inglese per giungere ad un suono che ormai si distingue come marchio di fabbrica. Il percorso musicale che hanno compiuto i Travis è più che evidente ai fans: esordio in stile Oasis (“Good Feeling“), cambio di rotta verso atmosfere più melanconiche e acustiche (“The Man Who” e “The Invisibile Band”), e parziale cambiamento con l’ultimo “12 Memories”, probabilmente influenzato anche dagli avvenimenti accaduti ad alcuni membri della band. Il risultato è un lavoro abbastanza omogeneo che raccoglie tutti i singoli pubblicati dalla band con l’aggiunta di 2 inediti, “Walking In The Sun” e “Coming Around “, uscito come singolo solo in Inghilterra, e tutto scorre che è un piacere: capolavori come “Driftwood” o “Sing” aprono un disco che si rivela ottimo come “Cicerone” nel guidare il curioso che vuole avvicinarsi al gruppo, così come può far gola al fan che decide di volere proprio tutto e allora compra anche la versione dvd che contiene i video dei singoli e materiale live come bonus (senza contare i “Making of” di alcuni video e la gemma di “One More Time”, scialbo pezzo di Britney Spears che qui diventa un’accattivante acustic song). I diversi mutamenti nel suono e nella scrittura dei brani sono qui percepibili abbastanza facilmente, ascoltando in sequenza “Tied To The ‘90” o “Re-Offender”, per poi passare a “Side” e “Happy”, e chiudere con Turn” e “The Beautiful Occupation; immancabili i tormentoni “Flowers In The Window” e “Why Does It Always Rain On Me?”, che la tv e la radio ci hanno abituato ad ascoltare in ogni momento della giornata. Sostanzialmente il disco risulta molto omogeneo, e anche gli inediti hanno il classico marchio di fabbrica Travis nel loro momento più ispirato: atmosfere acustiche o comunque chitarre pulite, un batteria soffice ma efficace e la bellissima voce di Fran Healy a tessere melodie romantiche e malinconiche. In definitiva è un’ottima compilation, che però si discosta da un “Greatest Hits” per il principio di compilazione e quindi per il fatto di avere in scaletta solo i singoli pubblicati dalla band, e non magari qualche brano che forse meritava più attenzione di qualche altro più banale o già sentito estratto dal primo cd. Ma per un “Best of” c’è tempo, intanto godiamoci questo viaggio nella melodia malinconica e romantica dei Travis.
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07/12/2004 -
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