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Bob Marley & the Wailers
Greatest Hits At Studio One
2003
Heart Beat
di Enrico De Turris
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Siamo nei sobborghi di Kingston, Jamaica, tra la fine degli anni ’50 e gli inizi dei ’60, quando: Bob Marley, Bunny Livingston e Peter McIntosh (Junior Braithwaite, Beverley Kelso, Cherry Smith e molti altri), si chiamavano ancora: The Teenagers, poi The Wailing Rudeboys, poi The Wailing Wailers fino a che Lee “Scratch” Perry non li mise in cartellone con il nome che li avrebbe poi identificati per tutta la vita:”Bob Marley & The Wailers” Ebbene un discone questo, che propone gli esordi di un mito quando ancora non era tale e quando solamente Sir Clement “Coxone” Dodd aveva intuito il genio che li guidava. Tutta l’umiltà, la semplicità, l’amore e la rabbia sono presenti in questo cd: qualità che verranno poi mescolate e rese quello che sono ora dal passaggio alla Island Records di Chris Blackwell che segnerà anche l’uscita dal gruppo di Bunny Livingston e Peter McIntosh e l’inserimento di musicisti bianchi per togliere quell’eccessiva patina roots che rendeva il loro sound inavvicinabile al pop-rock europeo di allora. Apre il disco una bellissima One Love suonata steady, per proseguire poi con tutti brani che ai più non diranno nulla, come Put It On, Simmer Down, It Hurts To Be Alone ma che allora furono dei top selling in tutta la Jamaica dove il soul, il funk e lo ska vengono fusi in un’unica magica armonia. Il “disco degli esordi”: tutti brani selezionati tra le oltre cento incisioni che i The Wailers effettuarono in un decennio alla Studio One per Coxone Dodd. Chi dice oggi di essere un fan di Bob Marley non può non annoverarlo nella sua discoteca.
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15/11/2004 -
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