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Metti insieme l’eclettico violinista del gruppo Afterhours, il batterista di Will Young e Morgan, aggiungi una consistente dose di sonorità sixteens e seventies, unisci la tradizione della musica pop d’autore italiana, della scuola Mogol/Battisti per intenderci e guarnisci il tutto con un’anima marcatamente rock. Shakera per qualche minuto. Il risultato è un cocktail dai sapori vintage: Lombroso, ovvero Dario Ciffo e Agostino Nascimbeni. Una miscela curiosa già dal nome, Lombroso, che fu un discusso psichiatra, antropologo e criminologo del XIX secolo. Un feeling musicale, nato da un’esperienza live improvvisata qualche ora prima di un concerto, tanto forte da far decidere di proseguire l’avventura solo in due “….a tutte le ossessioni posso dire addio, quando sto realizzando quello che sento.” Il singolo “Attimo”, in cui è inconfondibile il sound dei Beach Boys, presagisce un album, (che mantiene il nome del gruppo, “Lombroso” per l’appunto) che in generale si rivela suadente, anche se a volte incappa in un poeticismo ravvisabile, con i testi, che ruotano spesso attorno al tema dell’amore e risultano a tratti un po’ scontati. Davvero convincente, invece, è la parte musicale, molto ricercata ed attenta, unita ad una buona dose di energia e forse la vera sorpresa del progetto è Dario Ciffo (chitarra e voce) che, in questo disco, dimostra di avere una bella voce e una discreta estensione. L’album termina quasi in punta di piedi, con “E’ come se”, l’unico brano piano e voce, quasi sussurrato da Ciffo, come a voler effondere un alone di trascinante distensione.
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