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AA.VV.
La terra dell'abbondanza
2004
Riverse Angle
di Valentina Prencipe
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Il regista tedesco Wim Wenders lo ha sempre detto: deve la vita al rock and roll. Chissà se è vero o se questa è solo una di quelle frasi che si dicono senza che poi abbiamo davvero un valore o un motivo. Fatto sta che per quanto riguarda i gusti musicali, Herr Wenders ha dei gusti meravigliosi. Tutti i suoi film hanno colonne sonore che, da sole, creano di per sé una buona ragione per andare a vedere il film. La produzione di Wenders è costellata da brani fantastici (due nomi su tutti: R.E.M. e U2). E l’ultima creazione di Wim, “Land of planty – La terra dell’abbondanza” non fa eccezione. Giusto un accenno alla trama: il film racconta la storia dell’incontro/scontro tra nonno super-sfatto e nipote super-idealista nell’America post 11 settembre. (La nipote è interpretata da Michelle Williams, la Jen di Dawsons’s Creek, qui in versione capelli scuri e viso sfinato). Il tocco di Wenders è sempre quello: poetico, lento ma acuto. E poi ci sono le tracce che compongono la colonna sonora. Non tutte sono famosissime, ma hanno qualcosa in comune: sono tutte belle. Dal momento che la storia è ambientata in America, non poteva mancare “The Star-Spangled Banner”, vale a dire l’inno americano, qui interpretato da Hub Moore, cui si affianca "This Is Not Berlin”, interpretata dal semi-sconosciuto ma notevole Thom. Ma Wenders ama mettere grandi nomi nelle sue colonne sonore, perciò ecco “Looking For Water” di David Bowie. E si continua con “Expensive Being Poor” dei TV Smith, che risponde perfettamente al personaggio della nipote-idealista, come anche “The Beautiful Occupation” dei Travis, il pezzo più recente inserito in questa soundtrack, canzone che già spiccava all’interno dell’ultimo album della band di Frencis Healy. Il titolo “The Land Of Plenty” è stato ispirato da una canzone di Leonard Cohen, che chiaramente Wenders inserisce anche nel film. Sempre di Cohen c’è anche la bella e inedita “The Letters”. In conclusione, come ho già detto: una colonna sonora che da sé giustifica il film. E se non amate lo stile di Wenders, il film lo potete anche non amare, ma di certo alla soundtrack non resterete indifferenti.
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03/11/2004 -
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