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Di origini baresi, Nicola Conte è musicista eclettico ed originale, le cui credenziali artistiche abbracciano stili ed esperienze diverse che, almeno per quanto concerne il suo album d’esordio “Jet Sounds”, lo hanno reso famoso in tutto il mondo: una sapiente miscela di jazz e bossanova elettronica, be bop e ritmi latini, che trae ispirazione tanto dalla tradizione jazzistica nostrana quanto dal variegato mondo di autori (italiani e francesi) di colonne sonore anni ’60 / ’70. Un musicista che, comunque lo si voglia caratterizzare, si avvale, con gran disinvoltura, di metodi e procedure sofisticate, ai limiti dell’intellettualità, ma non per questo inefficaci né tanto meno artefatte. Nicola Conte ha ottenuto grande popolarità in Italia e all’estero, sia in America che in Europa, e questo anche grazie alla sue straordinarie doti di Dj, ovvero all’innata capacità di trasformare con naturalezza stimoli e fonti sonore di diversa provenienza in qualcosa di completamente inedito ed originale. Se il suo primo lavoro, “Jet Sounds”, che è reperibile tra l’altro col titolo di "Bossa Per Due", può essere considerato esemplare da questo punto di vista, nel senso che il remix si fonde felicemente alla ricercatezza della composizione musicale, in un felice connubio (ed equilibrio) tra elettronica ed acustica, partitura e improvvisazione strumentale, con “Other Directions” assistiamo ad una ulteriore evoluzione programmatica verso un tipo di jazz più puro, elegante, colto: in sostanza, nessuna elettronica, piuttosto un jazz sobrio e fondamentalmente "tradizionale”. Le sonorità afromericane, i ritmi latini, le sperimentazioni elettroniche sembrano convergere adesso verso la riscoperta del ricco patrimonio musicale italiano: una sorta di elaborata quanto consistente operazione di innesto, oltre che di recupero.. "Other Directions", vede la collaborazione di musicisti di spicco (fra tutti il trombettista Fabrizio Bosso) e di alcune vocalist di talento. L'album si apre con un classico esempio di bossa nova, "Sea And Sand", un brano dolce e malinconico ad un tempo, seguito da "Wanin' Moon", dove abbiamo modo di apprezzare una splendida voce femminile accompagnata da assoli di piano, sax e tromba. Se il disco precedente mescolava con disinvoltura elettronica e nujazz, groove e bossa nova, richiamando alla mente alcune atmosfere e sperimentazioni tipiche dei St. Germain, ora siamo decisamente su di un altro pianeta, più calmo, riflessivo, distaccato: accordi di piano rarefatti e cristallini che rimandano a McCoy Tyner, orchestrazioni e arrangiamenti che ricordano Gil Evans, ballate tristi e melanconiche ("Several Shades Of Dawn" e "All Gone"), e ancora tempi di dance ("A Kind Of Sunshine"), bossa ("The Dharma Burns"), ritmi e fraseggi d’intonazione hard bop (“Impulso”), suite strumentali dominate dalla tromba e decisamente davisiane ("Nefertiti") Nicola Conte è musicista dai molteplici influssi: Chet Baker, Horace Silver, Arte Blakey, il jazz della West Coast, ma soprattutto Miles Davis e in maniera ancora più evidente Gil Evans e Antonio Carlos Jobim, autori quest’ultimi che hanno rappresentato un punto di riferimento costante nel suo lavoro. Ma, come dicevamo, Nicola Conte è anche e soprattutto un ottimo Dj nonché valido autore di colonne sonore: un arrangiatore oltre che un compositore, un assemblatore oltre che uno sperimentatore; cose che richiedono entrambe un approccio musicale di tipo poliedrico, un’innata capacità manipolatoria e senso dell’insieme. E’ evidente che l’arte di remixare implica un intervento di tipo “attivo” sul lavoro altrui, ma Nicola Conte è a sua volta musicista fra i più remixati al mondo, come dimostra l’album “Jet Sounds Revisited”, il che significa essere in primo luogo “amati”, “apprezzati”. E come non apprezzare d’altronde un sound così tipicamente latino e ad un tempo “jazzy”, una creatività così fervida e disinvolta, in continuo movimento. "Other Directions" è un disco convincente, dalle atmosfere calde e ricercate; un vero e proprio salto qualitativo, suonato da musicisti intelligenti, talentuosi, che ci sentiamo sinceramente di consigliare a tutti: a chiunque ami “il jazz e dintorni”.
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