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Brian Wilson
Gettin' In Over My Head
2004
Rhino/Warner
di Renzo Stefanel
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Attendevo quest’album con impazienza, dopo le recensioni quasi osannanti della stampa. La mente di “Pet sounds” che torna all’opera a grandi livelli farebbe gola a qualunque amante del pop. Invece, spiace dirlo, è più di una mezza delusione. I cori che aprono il disco, fanno ben sperare, ma si tratta solo di un’intro e quando “How could we still be dancin’”, con ospite Sir Elton John prende quota, la delusione è cocente: un rockettino da sagra. Sì, avete letto bene: da sagra. Il brutto è che l’influenza del peggiore Elton John si sente, eccome. E gli stessi giri di accordi che avevano fatto grandi i Beach Boys tra surf e psichedelia si tramutano in stanco rockeggiare da complessino di liscio che cerca di suscitare ricordi di gioventù nel suo pubblico di ex sessantottini. Nel resto del disco qualcosa di meglio c’è: “Soul searchin’” col fratello Carl Wilson possiede qualche eco del grandioso passato che fu, “Desert drive” ha grazia sufficiente per essere una take out dei Sixties, “A friend like you” si illumina con la voce dell’altro Sir del disco, Paul McCartney. Ma in generale nel disco si salvano solo piccoli incisi, frammenti di melodie in canzoni decisamente poco degne di chi ha un così glorioso passato: paradigmatico il caso di “Rainbow eyes”, dove un luminoso finale compare inaspettato dopo un brano inutile e pesante. In tutto questo, non ci sarebbe niente di strano: quanti sessantaduenni che hanno fatto la storia sono in grado di sfornare oggi musica davvero buona? Ma l’aspettativa creata dalle ottime recensioni grava negativamente sul disco. Così basta addirittura appena quel bollito di Eric Clapton per dare una sferzata di energia a “City blues”. E il fatto che tutto si concluda con “The waltz”, scritta con Van Dyke Parks, che somiglia tristemente a “L’inquilino” di Cochi e Renato (quella di “Puli puli puli pù fa il tacchino / qua qua qua qua l'ochetta / ci ci ci cì fa il pulcino / e di noi che cosa sarà”) è sconfortante. Soprattutto per la notizia che “Smile”, il capolavoro psichedelico “perduto” del 66-67, pubblicato il 28 settembre, è stato riregistrato dal buon Brian. Paura.
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08/10/2004 -
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