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El Puertoricano è tornato, con stile e con grande classe. E’ un album da brividi, è il disco che da solo ci ripaga della noia devastante dei “beat” della musica moderna, campionature senza anima artisti da rotocalco tv, ma assolutamente destrutturati in quanto a passionalità ed emozioni, popolo finto e senza viscere. Un avvertimento: non si tratta di musica nuova. No, signori. E’ soltanto il buon vecchio rhythm & blues che ritrova il suo posto, deliziosamente accompagnato dalla venatura ispanica che è da sempre nel Dna di Mr De Ville. Splendida l’apertura, con gli arpeggi di chitarra di “Chieva”, un brano deliziosamente latineggiante, disperato e appassionato, nostalgico, morbido e avvolgente. Il suo “refrain” vi rimarrà in testa per l’intera giornata, credetemi. “Right There, Right Then” è poi un tributo alle atmosfere musicali degli anni cinquanta, un pezzo che sembra già sentito migliaia di volte, ma che ti cattura irrimediabilmente. “Downside Town” è una “slow ballad” acustica di stampo latino, ugualmente delicata è anche “Crow Jane Alley”, una canzone scritta in memoria dell’amico scomparso Jack Nitzsche. Ma il pezzo forte del disco è di certo “ My Forever Came Today” una ballata lenta, semplice, ma così evocativa e struggente, che sarebbe capace di far piangere pezzi di legno e cuori di pietra. Una volta ascoltata, non ve ne staccherete facilmente. Immancabile un tributo al blues, quello più vero e profondo, su “Muddy Waters Rose Out Of The Mississippi Mud”, una cosa assolutamente fantastica, un brano elettrico, aggressivo e sferzante. “Come A Little Bit Closer” e “Change Of Heart” sono due ballate piacevoli, garbate e romantiche mentre appare indovinata la “cover version” decisamente strappa lacrime di “Slave To Love” di Bryan Ferry. Chiude l’album “Trouble Comin’ Everyday In A World Gone Wrong”, un blues devastante, asciutto e incisivo, che denuncia tutto quello che non va in un mondo che procede storto e al quale Willy De Ville non vuole proprio saperne di adattarsi. Come dargli torto?
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