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Johnny Cash
The Fabulous Johnny Cash (reissue 2002)
1959
Columbia Sony
di Fredo Cane
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Il passaggio di Johnny Cash, nel 1958, dall’etichetta Sun alla major Columbia fu un evento epocale, anche se non tanto epocale quanto quello di Elvis (2 anni prima) dalla stessa Sun alla RCA. Tuttavia, se nel caso di Presley la ragione dominante fu la maggiore esposizione offertagli dalla Rca, per Cash ci furono soprattutto motivi artistici: la Sun pretendeva da lui una produzione maggiormente orientata al rockabilly, mentre “the man in black” iniziava a smaniare per espandersi verso sonorità gospel, senza dimenticare ovviamente quelle canzoni country che lo avevano reso celebre. “The Fabulous Johnny Cash” fu il primo frutto della relazione, che sarebbe durata circa un quarto di secolo, tra il cantautore e la Columbia, e fu un grande disco di country-music “alla Cash”, ovvero esente da tutta quella melassa spesso presente nel country tradizionale. In questa prima prova “major” erano già presenti canzoni che sarebbero diventate classiche, quali ad esempio “Don’t Take Your Guns ToTown”, vero e proprio blueprint di quel genere “outlaw” che sarebbe diventata una caratteristica del miglior Cash, quello per intenderci del live alla prigione di Folsom. In “Fabulous” sono presenti anche due memorabili canzoni romantiche, la cinica “Frankie’s Man, Johnny”, che rivisita il rapporto tra i due amanti narrato nella celebre “Frankie & Johnny” (ricordate il flm con Pacino e la Pfeiffer?), e la struggente, melanconica “I Still Miss Someone”, dove fa capolino il lato più vunerabile dell’ (apparentemente) “duro” Cash. In definitiva un disco di gran classe, che non ha nulla da invidiare alla migliore produzione Sun e da usare come trampolino per lanciarsi nella scoperta dei successivi album dei sixties e seventies, che vedono Cash sperimentare verso nuove direzioni (il gospel, Dylan, il folk) ma che mantengono comunque alla loro base la stessa purezza di “The Fabulous”. Da notare che nella ristampa in questione (stampata in occasione del settantesimo compleanno dell’artista) è presente anche una versione grezza di “Oh What A Dream”, altro pezzo basilare del canone cashiano.
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21/05/2002 -
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