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The Libertines
The Libertines
2004
Rough Trade
di Paolo Rossi
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Dico subito che quest’album mi ha deluso, forse mi sono fatto ingannare dalle affermazioni del loro produttore Mick Jones, il quale anticipava il lavoro dicendo che sarebbero stati i Clash dell’attuale generazione. Sembra un disco fatto su misura, con qualche canzone fischiettabile, ma nel contempo alquanto piatto e semplice. Non ha la freschezza di “Up The Bracket”, arrivando ad essere addirittura monotono o confuso in certe canzoni. È un peccato, perchè si trovano degli spunti belli, potrebbero sicuramente creare qualcosa di più corposo, magari puntando alla velocità e al rock and roll, come in “The Saga”, anche se se la cavano bene pure nell’ acustico, con la canzone “Music When The Lights Go Out”: melodica e arricchita con qualche giro di chitarra elettrica. La sperimentale “Don’t Be Shy” è interessante, ma di completamente salvabile ho trovato solo “Road To Ruin”, un brano completo in tutti i sensi, dalle tonalità blues stravagante con l’aggiunta di una tastiera. Complessivamente è un album orecchiabile, con qualche traccia interessante, ma può facilmente diventare noioso. Lo consiglio agli amanti dell’attuale movimento “vintage”, lo sconsiglio a coloro che pretendono qualcosa di interessante da un nuovo cd, anche fra i sopraccitati. Può darsi che i problemi all’interno della band abbiamo influito sul risultato finale, speriamo che si riprendano e che continuino da dove sono arrivati con il primo album. Comunque, per tornare al confronto con i Clash, questi ultimi hanno rivoluzionato una fetta di storia della musica, creando musica mai sentita prima, non credo si possa dire lo stesso dei Libertines....
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22/09/2004 -
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