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GOMEZ
GOMEZ
20/05/2002
Hut/Virgin
di Claudio Biffi
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Chiunque al primo ascolto potrebbe essere ingannato dalla provenienza di questa band, originalmente stars and stripes nelle tradizioni musicali ma interamente inglese (Liverpool) per nascita. Ritenuti una scheggia impazzita del panorama musicale odierno, i Gomez fanno della spontaneità la matrice di riconoscimento dei loro dischi, mix di folk, rock ed elettronica che accontentano i patiti dei vecchi Allman Brothers ma attirano i fan di Chemical Brothers e Gorillaz. Questo perché l’utilizzo di suoni antichi che sanno di vecchio vinile, tastiere moog si mescolano alle drum machine con campionamenti electro dance e venature underground. Ad un primo ascolto “In Our Gun” scorre via come un mosaico di canzoni ben più solare dei precedenti “Bring It On” e “Liquid Skin” e dimostra la piena maturità raggiunta dai cinque ragazzi inglesi, i quali si definiscono amanti del “mood” musicale d’oltre oceano e songwriter legati alla forma canzone classica ma in qualche modo sperimentale e non classificabile nelle categorie predefinite a seconda della moda del momento. Nel loro ultimo CD colpisce subito il primo singolo uscito “Shot Shot” potente con il suono insistente del sax baritono accompagnato e mescolato dalla ritmica delle chitarre, “Rex Kramer” si distingue invece per il campionamento dell’armonica country che sfocia in suoni quasi orientaleggianti. La fortuna dei Gomez è di poter proporre per i loro pezzi tre cantanti diversi, ognuno con la propria specificità, Ben Ottewell alterna la sua voce più roca con quella più dolce e melodica di Ian Ball mentre Tom Gray si differenzia per la limpidezza del timbro vocale affrontando in egual misura e senza limitazioni generi diversi come il blues, il country, il rock e persino la techno. Così in “Detroit Swing 66” dopo un inizio techno il pezzo si sposta velocemente sulle chitarre acustiche per finire in un rock alla Jefferson Airplane vecchia maniera ma con l’uso della tecnologia moderna, mentre “Even Song” abbraccia gli echi dei Pink Floyd, “Ruff Ruff” paga il tributo a Beck (uno tra i preferiti dai Gomez) e “Army Dub” risuona ossessiva per le sue pulsazioni elettroniche. Non mancano comunque due bellissime e malinconiche ballad come “In Our Gun” intima e straziante nel suo duetto tra armonica e chitarra e l’altra “1000 Times” con l’uso del vibrafono tra cui si insinuano riff di chitarre elettriche. Largo alla fantasia e alla spontaneità, queste sono le cartucce di “In Our Gun” dei Gomez.
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20/05/2002 -
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