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Incognito
Adventures in black sunshine
2004
Dome
di Claudio Biffi
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Per gli amanti della musica da intrattenimento senza troppi pensieri, per chi si lascia trasportare da sensazioni piacevoli nei tramonti di fine estate a bere tra amici sulla spiaggia o sul terrazzo di casa ecco il disco che fa per voi. Gli Incognito, sotto la guida di Jean Paul “Bluey” Maunick, celebrano il 25° anniversario della loro carriera con una grande “reunion” di fedelissimi mettendo in prima fila la vocalist Maysa Leak in ben sette dei 14 brani, e rispolverando un vecchio hit dei Doobie Brothers “Listen To The Music” e un singolo ammiccante il Brasile “Everything Your Heart Destre”. E’ un salto negli anni tra la fine degli ’80 e l’inizio dei ’90 dove spopolava l’acid jazz e non è un caso se in questi giorni vengono alla luce nomi come Matt Bianco, Swing Out Sister e Alexander O’Neil. Se da una parte la musica cerca di intervenire in maniera decisa nelle questioni scottanti di tutti i giorni impegnandosi in campagne per la lotta all’Aids, alla fame nel mondo o in fatti più legati alla politica di casa (vedi le compilation Rock Against Bush), c’è una buona fetta di produzione che vuole puntare decisamente al sound da puro intrattenimento e questo “Adventures In Black Sunshine” è confezionato con classe, niente di nuovo ma con l’intero campionario di chi ha sempre amato gli Incognito. La parte strumentale del disco è molto curata e si può avvalere della collaborazione di uno dei maestri della fusion, il tastierista George Duke assieme a Matt Cooper, Dominic Glover (JTQ, Katie Melua), Nichol Thomson (Jamie Cullum) Graham Harvey (George Benson, Maysa Leak) e a Tony Morelle, storico backin vocalist di Sade. Trionfi di chitarre funky, lap di basso, fiati e percussioni che rievocano l’era del jazz funk in cui il ragazzo degli anni ’70 Jean Paul Maunick furoreggiava sotto l’egida del buon Narada Michael Walden. Nella parte cantata la fa decisamente da regina la vocalist Maysa che è seducente sulle note di “Don’t Turn My Love Away”, emozionante in “Everything Your Heart Desire” e piena di passione in “This Thing Called Love”. In questo calderone di musica funky jazz non mancano brani “disco” come “The 25th Chapter” o prettamente “soul” nel caso di “Mindin’ My Business” che testimoniano la quantità di musicisti incontrati e di esperienze abbracciate dagli Incognito in questi 25 anni di carriera. Un vero disco “groove”
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02/09/2004 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
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