|
A metà strada fra il suono astrale degli Hawkwind e il metallo industriale degli Stooges, l’ultimo album dei newyorchesi Monster Magnet, un gruppo americano quanto mai “fedele alla linea” in fatto di pellame di cuoio, chitarre elettriche e viscere rivoltate, tagliuzzate ed urlanti. La line-up è sempre la stessa, guidata da un “vocalist” poderoso e assatanato, voglioso di emozioni forti, come Dave Wynford, con Ed Mundell alla chitarra solista e Phil Calvano alla seconda chitarra, con Jim Baglino al basso e Michael Wildwood alla batteria. Ma questa volta è il disco che convince, tutto intero, come impatto sonoro, come genialità creativa, per come suona, per quanto picchia, per le radici hard rock, heavy blues che rivela, per quella sua capacità di spaziare lungo territori vasti di partiture sonore tanto pesanti quanto impeccabili, tanto feroci quanto inossidabili. Su “Master Of Light” sembra rivivere il “metal” teutonico, epico e fantascientifico degli Hawkwind, mentre su “The Right Stuff” le chitarre graffiano, si strofinano e percuotono come se la base ritmica fosse appannaggio dei fratelli Asheton degli Stooges. Ma il bombardamento inizia subito, con quelle esecuzioni in fila, una dopo l’altra, spietate, di “Slut Machine” e di “Supercruel”. Terrificante e senza scampo l’approccio sonoro a “Radiation Day”, un brano incalzante che non consente vie d’uscita: rotolarsi per terra, sul pavimento, e basta! Un macigno, una pietra miliare dell’hard rock di tutti i tempi la “title track”, quella “Monolithic” che ti sbalza dalla sedia, che ti concede solo di accompagnare con una teatralità selvaggia il suono delle chitarre, mai così perforanti, mai così forti. Incantevole la “cover version” di “There’s No Way Out Of Here” tratta da un album solo di David Gilmour, il chitarrista dei Pink Floyd. Splendida nel finale “CNN War Theme” che con buona dose di sarcasmo sbeffeggia l’abitudine tutta americana di trattare una guerra come evento mediatico per eccellenza e, senza scrupolo alcuno, si preoccupa soltanto di raggiungere un “audience” elevata. Monster Magnet, mai così grandi. Disco da procurarsi senza indugi.
|