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Sonic Youth
Sonic Nurse
2004
Geffen
di Valentina Prencipe
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Nel 1999 i loro strumenti, modificati in trent’anni passati a fare musica, vengono rubati. Segue un attimo di disorientamento, per poi rendersi conto che, anche se la perdita era grave, le idee restavano e si poteva comunque andare avanti. E così è stato. I Sonic Youth si sono scrollati di dosso la delusione e quella sensazione che ti resta sempre quando ti portano via qualcosa di grande importanza. E sono tornati a lavorare sodo, per realizzare il nuovo album. Ma il problema degli strumenti non è stato l’unico che i Sonic Youth hanno dovuto affrontare per realizzare questo loro lavoro: il loro produttore (e, ormai, membro della band) Jim O’Rourke è stato realmente molto male durante la nascita dell’album. Non ha, però voluto mollare e ha continuato a lavorare fino allo sfinimento. E l’album è stato ultimato. Le idee ci sono, la messa in pratica è rumorosa ma senza diventare fastidiosa. Forse la “Nurse” (infermiera) del titolo è stata scelta anche per questo motivo. O forse perché, come dice la band, i Sonic Youth considerano la musica come una specie di cura. L’inizio del disco è affidato alla voce del bassista Kim Gordon, che canta "Pattern Recognition" con un tono talmente distaccato e tranquillo che quasi quasi fa rabbrividire. Poi si passa a “Unmade Bed” e alla calma di “Dripping dream”, che se non vi colpiscono al primo ascolto, vi renderete conto di quanto valgono ripensandoci dopo un po’. Belle anche “New Hampshire” e “I love you golden blue” Proprio la nurse è la protagonista di una delle canzoni che mi sono piaciute di più in questo album, “Dude ranch nurse”. E mi è piaciuta parecchio anche la fine del disco con “Peace Attack”. Per chiudere: qualcuno dice che i Sonic Youth non suonano più incisivi e forti come in passato. Può essere e, del resto, è passato parecchio tempo dagli inizi della loro carriera e questo è il loro diciannovesimo album. Comunque la musica non diventa mai fastidiosa, né fa pensare che, in realtà, non avete per niente voglia di ascoltare qualcosa del genere. Ultima notizia: in copertina c’è un quadro di Robert Prince, che raffigura proprio un’infermiera, i cui tratti del viso sono appena accennati e si fondono con lo sfondo dai colori caldi ma inquieti, in perfetta sintonia con le sonorità del cd.
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13/08/2004 -
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