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Badly Drawn Boy
One Plus One is One
2004
XL/EMI
di Hamilton Santià
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Torna Damon Gough a due anni di distanza da “Have you fed the Fish?”, disco che non era riuscito a confermare quanto di buono il ragazzo aveva dimostrato con quel folgorante esordio classe 2000 che è stato “The Hour of Bewilderbeast”. Purtroppo per lui, nemmeno questa volta riesce a ritornare su standard del genere, ma per lo meno riesce a guadagnare qualche punto di credibilità persa con il mediocre predecessore. Infatti, “One Plus One is One” non è affatto un brutto disco, anzi, è un disco pop di ottima fattura e con canzoni di altissima qualità che confermano la lineare capacità di scrittura di Damon; a difettare il giudizio finale quindi, manca solo l’effetto novità suscitato – inevitabilmente - dall’esordio. Detto questo, tralasciando qualche eccessivo barocchismo qua e là, non si può non restare affascinati dall’imbarazzante semplicità delle canzoni di questo quarto disco, strutture semplici e pochi artifizi strumentali, solo arrangiamenti raffinati – certe volte pure troppo – nella scuola di Burt Bacharach, Beatles e Beach Boys e una scrittura tanto elementare quanto perfetta (ne sono esempi “The year of the Rat”, “Summertime in Wintertime” e “Logic of a Friend”). Per certi versi è lo stesso problema di Sondre Lerche; nulla di nuovo ma belle canzoni, di classe e di ottimo gusto; certo, qualche prurito barocco poteva essere evitato ma alla fine bisogna solo decidere cosa pretendere da gente del genere… noi abbiamo scelto e stiamo molto meglio.
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22/07/2004 -
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