|
Era totalmente credibile, il 17enne O’Shea Jackson alias Ice Cube, quando nel 1988, all’età di 18 anni, si era proposto come uno dei protagonisti di quella mitica posse di L.A. chiamata NWA e ci aveva spiegato nell’indimenticata “Straight Outta Compton” che lui era “a crazy motherfucker named Ice Cube from the gang called Niggas With Attitudes, when I'm caught off I got a sawed-off, squeeze the trigger and bodies are hauled off”. Sembrava vero (e probabilmente all’epoca lo era). Sembrava pericoloso (e probabilmente era già una posa). Oggi, a distanza di 16 anni da quei giorni di rampante hardcore hip-hop in compagnia di Eazy, Dre, Ren e Yella, e dopo essersi fatto tutte le tappe che lo hanno reso una superstar della musica, Ice fa un altro lavoro. E’ un attore apprezzato, un produttore a cui nessuno dice di no, un regista di successo, uno sceneggiatore di indubbia creatività. Ed è probabile che proprio con la mentalità dello sceneggiatore hollywoodiano abbia approcciato questa seconda avventura con i colleghi WC e Mack 10 nel trio Westside Connection (la prima, ricordiamolo, aveva avuto luogo nel 1995 ed aveva dato luogo al tostissimo “Bow Down”). Si sarà detto, Ice: sfanculare gli sbirri è roba vecchia, il Black Power non fa più paura a nessuno. Cos’è che realmente incute timore alla gente? E si sarà risposto: Al Qaeda e i terroristi. Ne è seguito che, per aggiornare il loro gangsta-rap e renderlo minaccioso nel 2004, Ice, WC e Mack 10 hanno infarcito le liriche di questo nuovo album di ripetuti, quanto risibili, riferimenti al terrorismo islamico. Il gioco è fin troppo scoperto: si paragonano a Bin Laden, digrignano i denti e minacciano di farci saltare per aria, ma l’effetto finale fa tornare alla mente quei mattacchioni degli Insane Clown Posse. Pagliacciate a parte, “Terrorist Threats” contiene una sequenza di brani di onesto, ben prodotto e a tratti brillante gangsta rap losangelino - genere cristallizzato da anni e in cui la parola “evoluzione” dev’essere stata cancellata dai vocabolari - e con un picco, uno solo: il singolo “Get Ignit” che ha buone chances per risultare uno dei migliori brani hip-hop dell’anno. Questo è quanto, epperò non è abbastanza, anche perchè Ice e soci ormai non fanno davvero più paura a nessuno.
|