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Calibro 35
Space
2015
Record Kicks
di Giuseppe Celano
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Registrato in analogico al Toe Rag di Londra, con pochi fronzoli e un lavoro di post produzione equilibrato, ”Space” è il nuovo lavoro degli ormai inarrestabili Calibro 35 arrivati al quinto in studio, ovviamente senza contare gli Ep e le colonne sonore. Cosa c’è di nuovo all’orizzonte? Niente se non l’orizzonte stesso. Abbandonata momentaneamente l’atmosfera terrestre, a favore di una visione più dall’alto, si va in orbita imbarcandosi in un viaggio siderale fatto di suoni secchi, compressi, linee melodiche azzeccate e stile immutato. Fiati e sintetizzatori s'inseguono nel substrato di chitarre funky. Nell’insieme la musica è più rarefatta, a tratti quasi impalpabile come la materia oscura di cui pare sia fatto in parte l’universo (An Asteroid Called Death) ma non mancano muscolari cavalcate a perdifiato che da sempre hanno caratterizzato il mondo dei Calibro 35, facilmente rintracciabili in Thrust Force. Tastiere in evidenza e il basso pulsante di Cavina, propulsore infaticabile che sostiene la sezione ritmica insieme alle pelli nella morsa di Rondanini, fanno da contrappunto ai fiati ansiogeni. Il meglio arriva con A Future We Never Lived con controtempi e stacchi degni dei King Crimson, periodo “Indiscipline”. Il mondo della band si ramifica in più dimensioni parallele nella successiva Universe Of 10 Dimensions. Preparetevi a indossare scintillanti tute argentate, maschere d’ossigeno adatte a comunicare con la band impegnata in questa cavalcata siderale. Il sound è quasi asettico, sfruttando una pulizia di fondo simile all’apparente silenzio fittizio dello spazio. La comunicazione è affidata a onde radio e spettri di luce pulsante. Something Happened On Planet Earth è un ambient jazz inquietante, calzerebbe come una seconda pelle nella colonna sonora di qualche episodio di The Twilight Zone. Il lavoro in studio eseguito a stretto braccio, le tracce sviluppate in cooperazione diretta evitando di inviare tracce separate e la registrazione su otto piste senza l’ausilio di cuffie e sfruttando il suono degli amplificatori completano la ricetta per un risultato ammaliante. Produce, ça va sans dire, Tommaso Colliva. Per dirla con gli Spiritualized, «ladies and gentlemen we’re floating in the space».
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09/11/2015 -
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