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Dopo i vertici alt/folk di “I See A Darkness” (1999), “Ease Down The Road” (2001) e “Master And Everyone” (2003) cosa ti combina Will Oldham alias Bonnie “Prince” Billy? Spiazza tutti e se ne va a Nashville a (re)incidere versioni country di alcune delle canzoni che nel corso degli anni ’90 gli diedero una certa notorietà “indie”, quando ancora si esibiva sotto il moniker di Palace (e Palace Brothers, e Palace Songs, eccetera). Orbene, i puristi ed i fans della prima ora storcono il naso di fronte a tale operazione, e lanciano campagne di boicottaggio all’insegna del motto “don’t fix it if it ain’t broken”. Un po’ quel che accadde al Dylan di “Nashville Skyline”, insomma. Vero è che le varie “Ohio River Boat Song” e “Pushkin” erano già perfette al momento della loro prima rivelazione al mondo da parte di Will. Si possono, tuttavia, amare anche le nuove versioni countryzzate di “Greatest Palace Music”, ad un patto: che per i 58 circa minuti della sua durata si dimentichi completamente la loro origine, e le si ascolti come si farebbe con un disco nuovo di zecca, facendo finta di ascoltare uno sconosciuto, emergente artista di roots-americana. In tal modo, ci si renderebbe conto di trovarsi di fronte ad un meraviglioso disco di country alternativo, composto da una schiacciante maggioranza di inimitabili picchi creativi (“Ohio River Boat Song”, già side A di un singolo del ’93 dei Palace Brothers, e tre colossi come “Viva Ultra”, “More Brother Rides” e “The Brute Choir”, già sul capolavoro “Viva Last Blues” del ’95 di Palace Music) e con pochi, rari, momenti di routine (stranamente, “I Send My Love To You”, tra tutti i brani di Will proprio quello che sembrava il più facilmente countryzzabile). Se non la (vi) prenderete troppo sul serio, scorrerà via in un baleno, “Greatest Palace Music”, e vi ritroverete, per l’ennesima volta, incantati da uno dei geni musicali degli ultimi anni, benchè in una delle sue incarnazioni più stravaganti ed inaspettate. Poi, un giorno, magari, vi capiterà di rispolverare il vecchio mini del ’94 “Hope” di Palace Songs e penserete: “ma “Agnes Queen Of Sorrow” non era meglio…”. Magari un giorno. Nel frattempo “Greatest Palace Music” è uno dei dischi più godibili che si possano ascoltare in questo anno di grazia 2004. Will is the answer, ragazzi, non c’è neanche da dubitarne.
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