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Panda Bear
Meets The Grim Reaper
2015
Domino Recording
di Claudio Prandin
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Nel film “Fino Alla Fine Del Mondo” del visionario Wim Wenders, William Hurt vaga per il mondo alla ricerca di immagini da registrare in un futuristico dispositivo capace poi di riprodurle direttamente nel cervello dei non vedenti, permettendogli quindi di “vedere”. Questa spasmodica ricerca mi sembra simile a quella che Noah Lennox alias Panda Bear ha effettuato sui suoni per assemblare queste tredici composizioni che non si possono considerare canzoni tradizionali ma melodie che si associano a rumori; non propongono il canonico accompagnamento musicale che (chiedo venia per il gioco di parole) accompagna il cantato ma il contrario: la voce riempie, perfeziona, completa l’impalcatura elettronica che è il vero obiettivo dell’artista. La grande capacità sta nel rendere caldi ed emozionali i suoni elettronici tradizionalmente freddi e asettici fino a rievocare le assolate cartoline della surf music (Butcher Baker Candlestick Maker) dei Beach Boys o per meglio dire di Brian Wilson, vero punto di riferimento per Panda Bear. Ma si trova altro in questo suo quinto disco da solista: psichedelia, ambient e pop elettronico d’autore sono infatti le caratteristiche di quest’opera che risulta molto ispirata.
Il suo Avatar (il panda appunto) e il nome della band con cui collabora (Animal Collective) tradiscono una forte passione per la natura il cui respiro viene imitato per evocare il canto delle rane (Sequential Circuits), l’ululato dei cani (Mr Noah) o il cinguettio degli uccelli nella dolce ninna nanna intitolata Lonely Wanderer. La terza traccia gioca invece ad immaginare l’ipotetico rumore di una barca a remi in un fiume elettrico. La parte centrale si divide tra solenni ed evocativi canti liturgici e momenti più intimi e riflessivi come Tropic Of Cancer che presenta un testo totalmente autobiografico: Noah parla della malattia che lo ha privato del padre; una sonata a lutto introduce un malinconico arpeggio che definisce i connotati di un brano molto emozionante; anche il cantato tradisce un’emotività del tutto personale. Anche altri testi trattano del rapporto uomo/animale: «God my God, my dog has a broken leg» (Butcher Baker Candlestick Maker), «Beasts don’t have a second to think, but we don’t appreciate our things» (Boys Latin) e «Sheep dog, Been nipping at your heels all day, Sheep dog» (Principe Real). In conclusione, “Meets The Grim Reaper” è un album molto maturo, dalle sonorità ricercate e sofisticate che esalta rumori estranei all’armonia ma sorprendentemente musicali.
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//www.youtube.com/embed/CmXIIL2tmR8
27/01/2015 -
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