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Kill Me Tomorrow
The Garbageman and the Prostitute
2004
Gold Standard
di Hamilton Santià
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I primi ascolti di questo disco non sono stati molto positivi perchè mi sembrava tutto troppo incasinato e così volutamente estremo da risultare fastidioso e insensato. Ok la musica rock sperimentale e il garage-wave, ma francamente così mi sentivo preso in giro. Dopo un po’ di tempo invece, il secondo disco degli americani Kill Me Tomorrow si è svelato con un vestito diverso; quello che prima mi sembrava un inutile pastiche avant-rumorista è diventato un’interessante miscela che, come per gli Oneida, si basa sulla creazione di un sound ossessivo di attitudine garage-punk che distrugge la musica nella sua forma più canonica per ricrearla sotto forma di incubo underground. Detto così forse non vuol dire niente, ma dalle pulsazioni house dell’iniziale “The Best Siren is a Flash Siren” ai rumori in loop di “Born to be Filed” è tutto un arrampicarsi su un blocco di marmo da scolpire a colpi di martello con la ritmica ossessiva tipica del disco nel suo complesso. “The Garbageman and the Prostitute” è un disco da far crescere col tempo, sicuramente non è di quei dischi che riescono ad affascinare subito - l’assenza della melodia spesso è un deterrente determinante -; ma con l’aggiungersi degli ascolti, così come successo con Xiu Xiu, Oneida e TV On The Radio, si supererà l’iniziale stordimento per farsi trascinare dalle psicotiche trame distruttive di un disco dalla grandi possibilità e da un sound di sicuro impatto.
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16/06/2004 -
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