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Morrissey
You Are the Quarry
2004
Attack/Edel
di Hamilton Santià
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Alzino la mano quelli che non avrebbero scommesso una lira sul nuovo album di Morrissey. Ecco, praticamente nessuno riusciva a credere che l’ex cantante degli Smiths potesse uscire con un disco qualitativamente all’altezza delle aspettative; del resto, aver militato in uno dei gruppi più importanti degli anni ’80 non dov’essere certo facile, infatti, il Moz e Johnny Marr verranno sempre – loro malgrado – comparati con le eroiche gesta degl’anni che furono. Detto questo, “You Are the Quarry” è un lavoro che scaccia via ogni forma di pregiudizio, perché Steven Patrick appare in forma smagliante e non sembra affatto una di quelle ex glorie che vogliono solo gonfiarsi il portafoglio; ne è una dimostrazione lampante il fatto che il disco sia uscito per una indipendente dopo che il Moz rimase senza contratto discografico all’indomani del penultimo “Maladjusted”. In questo disco troviamo 12 canzoni di classico stampo pop che rimandano inevitabilmente all’operato degli Smiths; certo, manca la chitarra di Johnny Marr, ma gli arrangiamenti e, soprattutto, la voce e la penna, sono dei veri e propri marchi di fabbrica dai quali difficilmente si potrà discernere. Carino il singolo “Irish Blood, English Heart” – con quelle tastiere analogiche a chiudere il pezzo -, notevoli gli interventi tipiacamente ‘alla Morrisey’ come “America is not the World” e “How could anybody possibly know how I feel” e molto convincenti i momenti più tirati come “First of the Gang to Die” e “I Like You”. Piace anche la malinconia di cui sentivamo nostalgia, certo, niente di nuovo, soprattutto se si ascoltano “The Queen is Dead” e “Meat is Murder”; però il tocco di Morrissey in pezzi come “You know I couldn’t last” e “Let me Kiss you” è talmente evidente, che si soprassiede alla sensazione di già sentito che aleggia qua e la: magari per ricordare di quanto era bello diciotto anni fa – anche se non avevamo che pochi anni – o magari perché si è colpiti dalla bellezza delle canzoni (e alcune sono veramente molto belle). E da uno come Morrissey, le belle canzoni sono la risposta migliore a tutti quelli che lo davano per bollito.
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24/05/2004 -
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