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Erano anni di grande fermento nell’ambito del jazz, anni in cui si sperimentava un po’ di tutto, i grandi musicisti rinnovavano stili e concetti, la rivoluzione del be bop volgeva al termine ed un’altra nel frattempo ne prendeva il posto, spregiudicata, radicale, sconvolgente, impetuosa, quella del free, che di lì a poco avrebbe sovvertito i fondamenti della musica afro-americana, riscaldato gli animi, contagiato le nuove come le vecchie star del firmamento jazz. Ed in questo fermento di idee e progetti, in questo andirivieni di musicisti e novità, ancora oggi ci sfugge la combinazione di avvenimenti, la convergenza di percorsi, che portarono ad un certo momento i paesi scandinavi a diventare luogo di incontro e propulsione delle avanguardie jazzistiche europee. Divenne dunque quasi una moda, per alcuni grandi nomi del jazz, darsi convegno a Copenaghen o a Stoccolma, partecipare a concerti e manifestazioni, trascorrere lunghi periodi di attività a contatto con i musicisti del vecchio continente. Lo fecero Ornette Coleman, John Coltrane, Albert Ayler, Charlie Mingus e tanti altri ancora. Questo cofanetto di ben 4 CD è dunque un’occasione irripetibile per gettare uno sguardo su di un periodo importantissimo della storia del jazz, per coglierne alcuni aspetti fondamentali, troppo a lungo restati nell’ombra o ben presto dimenticati. Dunque chiudetevi nel salotto, regolate il vostro impianto d’alta fedeltà e lasciatevi andare: tutto ciò che avreste voluto sapere sulla storia del jazz svedese dal 1960 al 1964 è racchiuso in questa fantastica compilation di brani, sessantasette degustazioni di classe, estratte da albums in commercio oppure scelte con cura dagli archivi della radio nazionale, sessantasette piccoli gioielli assolutamente imperdibili per chi ama la musica colta e raffinata. La sequenza è meditata con intelligenza e buon gusto, v’è senso della retrospettiva e ricostruzione dei fatti. Il tutto contribuisce a tracciare un ritratto imparziale e realistico di un periodo di grandi mutazioni e conflitti, come testimonia ad esempio la parabola stilistico-musicale del sassofonista Bernt Rosengren. Lo vediamo suonare al fianco di Bobby Jaspar in “Sweet Summer”, e successivamente lo vediamo collaborare con Don Cherry e Lars Gullin, uno dei principali baritoni dell’epoca. “Aesthetic Lady” e “Portrait of my Pals” sono da considerarsi fra le cose migliori della raccolta. Tutte le scuole e le correnti vi sono rappresentate e la scelta dei brani è quanto mai esaustiva e pertinente: dalla “Imperial Band”, creatura del clarinettista Örjan Kjellin, al discusso alto-sassofonista Bengt Frippe Nordström, scopritore di Albert Ayler. Alcuni nomi ci sono più o meno familiari: l’eclettico Jan Johansson (collaboratore di Stan Getz), Arne Domnerus, il chitarrista Rune Gustaffson, Rolf Ericson, Eje Thelin, fondatore, con Joachim Kühn, di uno dei più radicali ed eterogenei gruppi free dell’epoca. Altri purtroppo restano “sconosciuti”, e bisognerebbe vergognarsene, perché, vi assicuro, la loro musica è assolutamente egregia e di qualità. Bisogna ammetterlo: i musicisti svedesi seppero efficacemente contrastare l’egemonia degli “americani”, con largo anticipo rispetto a quanto si sarebbe verificato nei decenni successivi in Francia o Italia. Mentre ad esempio in Italia avremmo dovuto aspettare la generazione degli anni ’80 (Rava, Urbani, Pierannunzi, ecc.) gli svedesi si confrontavano, a volto scoperto, in spirito di totale libertà e indipendenza, con i maggiori jazzisti d’oltreoceano, instillando nella loro musica un tipico profumo di luoghi ed atmosfere nordiche: un’attitudine a concentrarsi sull’interiorità della musica, a prediligere le situazioni distese, dilatate, l’originalità delle composizioni, il folklore come parte essenziale del tutto, sollecitazione ad un tempo stilistica e visiva. Temi che negli anni a venire costituiranno l’aspetto basilare del jazz svedese, così come lo abbiamo conosciuto attraverso uno dei suoi più grandi interpreti: Jan Garbarek. Gli Storyville Creepers, Berne-Arne Wallin, Jan Johansson e altri ancora, dedicano intere pagine del loro repertorio alla riscoperta delle antiche tradizioni musicali. E la ricchezza dell’inventiva è tale da non cedere mai il posto alla stanchezza. Insomma, un cofanetto da assaporare nei momenti di relax, di libertà dagli impegni, con approccio distaccato, consapevole ed acuto. Cofanetto 4 CD (Distribuito da: www.mic.stim.se - per informazioni contattare: swedmic@stim.se)
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