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Lali Puna
Faking the Books
2004
Morr Music
di Hamilton Santià
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Moltissima gente – tra cui l’ignorante sottoscritto – ha conosciuto i tedeschi Lali Puna solo grazie al secondo disco “Scary world theory” (e la pubblicità di cui ha goduto grazie a personaggi che vanno da Colin Greenwood a Massimo Coppola che lo ha definito disco del 2001) il quale definiva pienamente il concetto di quel movimento noto come indietronica. Solo in seguito – nei tre anni che sono trascorsi tra il secondo e questo terzo disco – sono venuto a conoscenza del fatto che i membri dei Lali Puna circolano saltuariamente nei Notwist e nei Ms. John Soda, praticamente la roccaforte crucca di questo genere musicale, chi con un appeal più rock (i Notwist, soprattutto con “Neon Golden”) e chi non disdegna aperture più pop (Ms. John Soda). I primi due dischi dei Lali Puna invece – “Tridecoder” e “Scary World Theory” – erano caratterizzati da una ricerca molto più improntata sull’elettronica, seppure anch’essa abbastanza melodica e dal sound abbastanza agibile per il pubblico abituato alle chitarre. Con questo terzo “Faking the Books”, il gruppo tedesco intende definire ulteriormente la propria personalissima strada musicale aprendosi ulteriormente verso una strumentazione più ‘analogica’ – si avvertono chitarre elettriche e batterie vere – affinando ulteriormente il fondamento elettronico su cui si basa la propria musica. Le undici canzoni del nuovo disco dei Lali Puna quindi danno una sensazione di ulteriore maturità e rendono l’opera una piccola e delicata sorpresa, nonostante siano di fatto sempre i Lali Puna applauditi in “Scary World Theory”, soltanto più maturi, raffinati e meno spigolosi.
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09/04/2004 -
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