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E L B
Erskine, Lé, Benita
2001
Act
di Marco Conigliani
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Cosa ci fanno insieme un contrabassista francese, un batterista americano e un chitarrista vietnamita trapiantato in Francia? Sembra l’inizio di una barzelletta mentre invece è l’incontro da cui è scaturisce E L B. Un incontro dalle premesse interessanti visto che a dividere Erskine, Lê e Benita, più che le questioni geografiche, sono diverse estrazioni musicali. Il batterista, in origine con i Weather Report, ha calcato le scene del jazz in lungo e in largo, incidendo in molti anni di carriera più di trecento dischi. Il chitarrista, uno dei musicisti più attivi di questi anni, si è dedicato a progetti diversi, approfondendo di volta in volta le sue origini orientali, la musica araba e il virtuosismo strumentistico. Del trio, il contrabassista è quello che ha percorso le strade del jazz più tradizionale. Per il loro primo disco, ci tengono a dire, hanno contribuito in parti eguali. Non a caso, quattro sono i brani firmati da Lê, altrettanti quelli di Erskine, tre quelli di Benita. Dovendo essere sinceri però, a giocare la parte del leone qui è Nguyên Lê, che tuttavia si presenta in una veste insolita, molto meno tecnico e nevrotico del solito. I suoi brani sono particolarmente pacati e introspettivi, soprattutto se paragonati a quelli degli altri due autori, più astratti e cerebrali. E L B è un disco suonato e arrangiato magistralmente, che unisce un certo gusto geometrico legato alla forma trio, a momenti di grande intensità.
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08/02/2002 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
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