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Linkin Park
The Hybrid Theory
2001
Warner Bros
di Claudio Biffi
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Benché giovanissimi questi cinque ragazzi californiani hanno capito che per sfondare subito non basta solo il singolo orecchiabile da far passare su MTV ma bisogna contaminare il proprio stile musicale il più possibile. E' così che un cantante, un batterista ed un chitarrista decisamente più cocker si sono uniti ad un dj campionatore ed ad un altro cantante hip hop e dal 1996 hanno cominciato a fare concerti in giro per gli States. Per essere più facilmente riconoscibili hanno preso a prestito il nome (quello d'esordio era XERO) dai tanti parchi pubblici cittadini denominati Linkin Park e abitualmente presenti in quasi tutte le date del loro tour musicale. Il risultato del loro peregrinare ha alla fine prodotto il citato Hybrid Theory che li ha portati alla notorietà ed a essere definiti il miglior gruppo emergente e già concorrente nelle vendite ai noti Limp Bizkit capofila del nu - metal style. Del disco si può dire che scorre via piacevolmente e a parte la gettonatissima IN THE END, propone i primi quattro brani nel puro stile crossover che rese famosi già una decina di anni fa i Rage Against The Machine, anche se per i Linkin Park in maniera meno impegnata politicamente. Buono l'impegno del primo cantante (rocker) solista e compositore che si sa districare bene tra pezzi più elettronici come CRAWLING o sonorità punkettare di A PLACE FOR MY HEAD. Da ascoltare il brano strumentale dub CURE FOR THE ITCH e il pezzo di chiusura PUSHING ME AWAY. Li aspettiamo comunque al varco della prossima prova quando sarà passata la ventata modaiola del famigerato nu - metal.
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07/02/2002 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
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