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In apertura, con “Olio” sembra che stai ascoltando un brano dei vecchi Cure di Robert Smith, stessa atmosfera, stessa impostazione vocale. Provi ad andare un po’ avanti e ti imbatti in “Echoes”, la “title track” che ti porta irrimediabilmente sulle tracce dei P.I.L. di John Lydon. Altri brani come “ Killing” e “Sister Saviour” ti fanno tornare alla memoria i Gang Of Four, gli Happy Mondays o i vocalizzi di Blondie. In realtà questo disco dei Rapture, fenomeno del momento sulla scena musicale newyorchese, mescola sapientemente post punk, no wave, funky e disco music e loro, i musicisti, Luke Jenner, chitarra e voce, Gabriel Andruzzi, sassofono, Mattie Safer, basso e Vito Roccaforte, batteria, non nascondono una spiccata tendenza verso la musicalità degli anni ottanta, troppo spesso, e a torto, maltrattata o peggio, dimenticata. “House Of Jealous Lovers”, il primo singolo tratto dall’album, è anche di certo il brano più rappresentativo di questo “mix” di stili diversi che, se a volte appare azzardato, non manca in altre occasioni di sorprendere. “Love Is All”, per esemio, è il brano che non ti aspetti, così morbidamente pop e di stampo prettamente melodico. Stesso discorso per “Infatuation” e “Open Your Heart”, ballate dai suoni rarefatti, con una sezione vocale che appare talvolta distante. Ma poi, a ben sentire, ti accorgi che che il tutto ritrova come per incanto una sua spontaneità, una sua originalità, una sua ragione di essere e appena parte l’attacco di “ I Need Your Love “ metti da parte ogni congettura, smetti di chiederti la radice delle cose, di cercare le possibili risposte ai vari perché, ti lasci trasportare dal ritmo, da quel “beat” ipnotico, e ti metti a ballare…..
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