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Caparezza
Le Verità Supposte
2003
ExtraLabels/EMI
di Hamilton Santià
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Non ci sono più dubbi, sono principalmente due i rapper italici apprezzati anche dal pubblico rockettaro e criticone - al quale il sottoscritto, volente o nolente, appartiene - e uno di questi è Caparezza. Il perchè è presto detto, in questi tempi dove tutti tendono ad incazzarsi e basta, lui ci ride sopra e ci scrive una brillante riflessione scanzonata, rimando con la maestria dei grandi americani del genere (ci vengono in mente Public Enemy e Wu-Tang Clan) con abile sarcasmo e un talento che sembrava andato perso nell'insopportabile tamarraggine dei Gemelli Diversi e delle loro "Mery" che tanto finiscono sempre bene. La politica è un problema, soprattutto quando tutti sono soliti ad urlare: "Piove governo ladro" e nel trionfo della repubblica delle banane un artista come Caparezza viene capito dall'audience lobotomizzato di Mtv come un cazzone che fa ridere grazie a frasi esilaranti come: "mi sento stretto quando inchiappetto un puffo"; liberissimi di crederlo, ma alla fine non sono il pubblico intelligente che si suppone l'artista pugliese voglia, bensì i degni bananari di questa repubblica. Non c'è niente da fare. Ecco perchè "Le Verità Supposte" vanno inserite senza dolcezza su per il c### di tutti quelli che non sanno andare oltre l'apparenza, perchè tra le righe di Caparezza ci sono un sacco di staffilate contro tutto e tutti - come i suoi stessi colleghi ne "Il secondo secondo me" e "La legge dell'Ortica" - ma con l'abile trucchetto dell'apparire prima di tutto, e l'immagine del rapper non fa pensare ad un ragazzo incazzato che prende in giro ogni cosa compresa la sua stessa persona. Facciamo poi un altro paio di aggiunte dicendo che Caparezza è - come già detto- uno dei migliori rimatori del nostro hip-hop di sempre e il successo se lo merita (anche se non per le vere ragioni della sua musica), poi consideriamo anche che il campionamento che forma la sua musica non propone qualcosa che annoia subito come i Flaminio Maphia, bensì un lavoro di "cut & paste" che mescola rock e funk, house e folk popolare creando una forma di intrattenimento gradevole ed accattivante sempre e comunque (pensare a "Vengo dalla luna" e "Nessunarazza"). Cos'è quindi "Le verità supposte"? E' un disco rap che suona sul serio come un disco rap - disciplina che sembra persa per colpa della patina machista donataci da Mtv - con parole che potrebbero smuovere delle coscienze se queste solo avessero voglia di muoversi un po', e con canzoni come "Iodellavitanonhocapitouncazzo", che bisognerebbe ascoltarsele di continuo soltanto per smettere di pensare di essere i meglio. Anche se non era rap.
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23/02/2004 -
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