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Joss Stone
The Soul Sessions
2004
S-Curve Records/EMI
di Claudio Biffi
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Bionda, diciassette anni, di Devon in Inghilterra, uno sguardo innocente ma una grandiosa voce “soul”. Queste sono le caratteristiche della nuova scommessa discografica del 2004 approdata anche in Italia ed in giro per il mondo per promuover il suo primo lavoro “The Soul Session” un album di 10 cover scelte e filtrate appositamente per lei e per la sua calda voce da una grande soul singer, ora produttrice, del Miami sound anni ’70, Betty Wright. La giovane Stone ha avuto la fortuna di essere stata presentata a Steve Greenberg, capo della S-Curve Records che ha visto subito le qualità canore della “fanciulla” e l’ha messa nelle mani della Wright che ha riconfezionato una serie di brani che ne potessero esaltare le doti canore. Così a settembre del 2003 è nato “The Soul Session”, disco dell’anima cantato da una giovane “futura” stella della musica che è stata messa di fronte a brani come “All The King’ Horses” di Areta Franklin e “For The Love Of You” degli Isley Brothers. Anche grazie all’aiuto dei musicisti chiamati a raccolta per riproporre fedelmente lo stile e il suono di 30 anni fa, i brani scorrono via piacevolmente lasciando anche qualche brivido nella schiena, vedi “Victim of a Foolish Heart” e “I Had A Dream”, perché Joss Stone le qualità le ha tutte ma ci piacerebbe risentirle su qualcosa di nuovo che non si rifaccia obbligatoriamente a Marvin Gaye o a Otis Redding. Fuori dallo stereotipo tipicamente soul è la cover di un brano dei White Stripes “Fell In Love With a Girl” reintitolato per l’occasione ““Fell In Love With a Boy” dove sono stati chiamati a collaborare Angie Stone e i Roots. Per fare un annotazione alla “fanciulla” bisogna ammettere che se la cava meglio con il funk di “Super Duper” e di “Some Kinda Wonderful” che con il soul puro di “Dirty Man” dove in alcuni momenti “strappa” un po’ troppo forzatamente con la voce, ma questo non è certo un difetto in quanto è proprio la varietà della scelta delle canzoni che le permette di svariare in più di uno stile e con apprezzate capacità vocali. Joss Stone è un indubbio talento ben definito ma “The Soul Session” è un pacchetto troppo ben preconfezionato che lascia un sapore dolce ma indefinito. Alla prossima prova!
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18/02/2004 -
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